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Viadana, presidio per pochi contro la ’ndrangheta

L’iniziativa di Agende rosse in piazzale Libertà, dove ha sede il bar oggetto di interdittiva

VIADANA . Una manifestazione “No ‘ndrangheta. Presidio di legalità” si è tenuta in piazzale Libertà (davanti al Plaza Café, bar gestito da una società destinataria di interdittiva antimafia). L’appuntamento è stato indetto dal movimento Agende rosse.

Sono stati letti brani del libro “’Ndrangheta all’assalto delle terre dei Gonzaga” di Claudio Meneghetti, e sono sttai ospitati alcuni interventi al microfono. Sulle vetrine del bar erano affissi cartelli con la scritta “Chiuso per ‘ndrangheta, non per ferie”. Scarsa, per la verità, la partecipazione: soltanto una ventina di persone, nei momenti di maggiore affluenza. Intorno alle 10.30 si è affacciato brevemente, senza trattenersi, un gruppetto di cittadini di origini calabresi.

Sul posto anche carabinieri e polizia locale. «Abbiamo organizzato questo presidio – spiega Giuseppe Montorsi, di “Agende rosse” – per sensibilizzare la cittadinanza. Forse non ci siamo riusciti più di tanto: speriamo non per una questione di omertà, anche se pure l’indifferenza favorisce le infiltrazioni mafiose».

Silvio Perteghella (consigliere comunale) ha ricordato che un incendio doloso, avvenuto undici anni fa proprio in piazzale Libertà, diede il via ad una sanguinosa faida in Calabria; ed ha ripercorso le vicende del Plaza.

«Nella gestione della riqualificazione del piazzale e dei successivi sviluppi – ha detto Perteghella – sono stati compiuti vari passi falsi. Forse è mancata la dovuta attenzione da parte di chi ha avuto voce in capitolo. Voglio credere alla buona fede, anche se a volte diventa difficile a fronte di errori reiterati».

Alcuni commenti. Alessia Minotti (assessore, in rappresentanza pure della consulta provinciale per la legalità): «Questi momenti servono a far conoscere le vicende del passato, per evitare che si ripetano. Vedremo se sarà possibile riproporli nelle scuole». Alessandro Teveri (presidente Commissione comunale antimafia): «Il territorio viadanese è da tempo associato a fenomeni di tipo mafioso. La criminalità organizzata si diffonde maggiormente nel silenzio, causato da omertà ma anche da sottovalutazione o disinteresse: auspico pertanto che sempre più cittadini partecipino a iniziative come questa, per far crescere gli anticorpi; e che le istituzioni vigilino con attenzione, soprattutto nei confronti delle situazioni-spia». Fiorenza Brioni (ex sindaco di Mantova): «Vogliamo sostenere le azioni che si stanno facendo a Viadana per contrastare le infiltrazioni. Siamo di fronte ad una vera emergenza: bisogna resistere, alzare la testa, sensibilizzare le coscienze, e non permettere che le mafie abitino le nostre vite».
 

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