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SCHIVENOGLIA

Mister Biopig chiede il sì alla sua porcilaia: «Porterò sviluppo»

Schivenoglia. Appello dell’imprenditore in vista del voto: «Niente rischi per la salute. Anzi, bonificherò l’ex latteria»

SCHIVENOGLIA. «Il nuovo allevamento di suini porterà sviluppo a Schivenoglia». A pochi giorni dal referendum di domenica sulla maxiporcilaia, l’imprenditore a capo di Biopig ci mette la faccia e spiega le ragioni per cui bisogna votare sì, attaccando il comitato Gaeta contrario all’impianto. «I rischi per la salute non ci sono – dice Luigi Cascone – noi contestiamo i dati del comitato in merito all’inquinamento, forti degli studi tecnici fatti dall’azienda. La Biopig opera da 25 anni in tre regioni e non ha mai avuto problemi. Siamo inflessibili sul rispetto delle norme ambientali. In particolare contestiamo i dati sull’acqua: non è vero che gli acquedotti pescano dai pozzi di Schivenoglia sono concentrati in altre zone della provincia».

L’imprenditore spiega quali sono, secondo lui, i vantaggi per il paese, in particolare legati alla bonifica dell’ex latteria: «Non esiste solo una Pec – aggiunge – c’è un preliminare di vendita del sito in cui la Biopig si è impegnata con una caparra da 85mila euro. La bonifica si far. Sull’attività da impiantare in futuro non abbiamo ancora deciso, ma non sarà un allevamento. Quindi i capi che attualmente sono in quell’impianto non ci saranno più e questo inciderà sul numero complessivo. Inoltre andiamo a bonificare un sito che è molto inquinante. Il nuovo impianto rispetterà tutte le normative e avrà un impatto di gran lunga inferiore a quello della latteria, quindi il territorio ne guadagnerà a livello di inquinamento».

Uno striscione di protesta contro la...
Uno striscione di protesta contro la maxi-porcilaia


Cascone garantisce che la demolizione e bonifica verrà fatta a spese di Biopig e aggiunge che ci saranno altre opere di compensazione, come richiesto dalla Provincia, in particolare a livello di viabilità, e la riqualificazione del laghetto di cava di Corte Gaeta con la piantumazione di un ettaro di nuovo bosco.

L’imprenditore contesta poi le preoccupazioni del comitato sulle questioni economiche: «Gli immobili vicini all’ex latteria con la bonifica acquisteranno valore e così i terreni agricoli. Preciso, inoltre, che l’azienda dispone di campi in numero superiore a quelli previsti per legge per lo spandimento dei liquami e non sono concentrati a Schivenoglia, ma anche nei paesi limitrofi». «A livello di sviluppo – conclude – non è vero che non si crea lavoro, perché bisogna considerare l’indotto: i capannoni si devono costruire e l’investimento è consistente, 5 o 6 milioni ».

L’azienda precisa di aver depositato, nei giorni scorsi, le integrazioni di progetto richieste dalla Provincia, in anticipo di qualche giorno rispetto ai termini previsti. Domenica il voto sulla variante al Pgt che potrebbe aprire le porte all’insediamento.

Giorgio Pinotti
 

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