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Lavoratori in nero e zero sicurezza Chiuso il laboratorio

Acquanegra. L’azienda di tomaie non aveva l’agibilità Niente aspiratori per colle e poche uscite di emergenza

ACQUANEGRA SUL CHIESE. Non c’era niente in regola in quel laboratorio. Lavoratori in nero, norme di sicurezza a tutela dei lavoratori inesistenti, igiene sconosciuta, agibilità dimenticata. L’azienda in questione produce tomaie per scarpe, è gestita da cinesi e si trova nell’area artigianale di Acquanegra sul Chiese.

A scoprire le violazioni e a richiedere l’immediata sospensione dell’attività sono stati i carabinieri durante un blitz compiuto martedì mattina; blitz coordinato dal comando compagnia di Viadana con i militari della stazione di Acquanegra, l’Ispettorato del lavoro di Mantova, il nucleo operativo di Viadana, l’Ats di Asola, la polizia locale di Asola e l’ufficio tecnico del Comune di Acquanegra sul Chiese.

Si tratta di una piccola attività calzaturiera controllata per la prima volta dalle forze dell’ordine, le quali hanno rilevato subito una serie di violazioni. Innanzitutto l’Ispettorato del lavoro ha trovato due operai senza contratto e per questo è scattata una prima multa. L’Ats valpadana di Asola, invece, dopo i rilievi compiuti in tutti i locali del laboratorio (parte del quale era adibito anche ad alloggi) ha denunciato in stato di libertà alla procura di Mantova la proprietaria per le violazioni inerenti l’igiene e la sicurezza sui luoghi di lavoro: all’interno dell’opificio non erano sufficienti le uscite di emergenza, mancavano gli aspiratori per l’utilizzo di colle e i fusti di collanti chimici non erano sigillati come dovevano essere. Per tutta questa serie di mancanze e per il fatto che l’ufficio tecnico del comune di Acquanegra ha rilevato non esserci alcuna agibilità richiesta dai titolari per l’apertura dello stabile, l’attività è stata temporaneamente sospesa.

«Questi controlli permettono di avere un quadro più chiaro di quelle che sono le attività produttive della zona, e in primo luogo tutelano gli stessi lavoratori che spesso non sono assunti regolarmente e sono impiegati senza l’utilizzo degli strumenti di protezione personale previsti», spiega il capitano Gabriele Schiaffini, comandante della Compagnia Carabinieri di Viadana, che ha coordinato l’operazione insieme al comandante della locale Stazione, il maresciallo Giuseppe Vinci.

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