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La tassazione resterà divisa anche con il Comune unico

REVERE-PIEVE-VILLA POMA. Anche se la fusione fra i tre municipi scatterà facendo nascere un Comune unico, per cinque anni, ovvero la durata del primo mandato consiliare, la tassazione resterà diversa...

REVERE-PIEVE-VILLA POMA. Anche se la fusione fra i tre municipi scatterà facendo nascere un Comune unico, per cinque anni, ovvero la durata del primo mandato consiliare, la tassazione resterà diversa poiché ogni singolo municipio manterrà la propria. È quanto è emerso recentemente nel corso di un incontro pubblico tenutosi a Revere in merito al prossimo referendum del 22 di ottobre che chiamerà i cittadini delle tre municipalità ad esprimersi in merito al progetto di fusione. I dubbi sono stati espressi pubblicamente da alcuni cittadini che hanno ricordato come il debito a carico di Pieve e Villa Poma, circa 900mila euro a testa, sia ben diversa da quella di Revere, che invece supera i 4 milioni. «Cosa succederà ai cittadini dopo la fusione?» è stato chiesto pubblicamente.

«La risposta è semplice – spiega Sergio Faioni, primo cittadino reverese a nome anche dei due colleghi –. Poiché contestualmente alla fusione nasceranno anche i tre Municipi, come consente la legge, ciascuna delle municipalità potrà mantenere per 5 anni una tassazione autonoma. Noi a Revere abbiamo ereditato un carico debitorio più alto per una serie di investimenti che le precedenti amministrazioni hanno fatto. Con un po’ di sacrifici abbiamo in pratica dimezzato da 8 a 4 milioni circa quel debito. E il nostro impegno è di proseguire in quest’opera. Ma se prima potevamo contare solo sulle nostre gambe, dovendo quindi fare sacrifici e rinunciando a manutenzioni ed asfaltature, se passerà la fusione avremo la possibilità di avere un contributo straordinario dallo Stato di 628mila euro l’anno per 10 anni. Il che fa oltre 6 milioni di euro. Che abbinate alle altre riduzioni ci consentiranno più agevolmente di ridurre il gravame». Alla fine dei cinque anni di transizione, il nuovo Comune adotterà le tassazioni che riterrà più eque ed opportune contando anche sulla somma delle entrate dei tre ex municipi.

In merito al voto referendario, è arrivata poi la conferma che sarà per la prima volta in Italia interamente elettronico, così come sarà di tablet anche il voto sul referendum per l’autonoma regionale che si svolgerà contestualmente.

Infine non si faranno le preannunciate serate organizzate dai tre Comuni. I Comitati del “No” hanno infatti comunicato di non voler partecipare, e quindi decade il motivo del dibattito pubblico alla pari. Ciascuna delle posizioni presenterà dunque le proprie posizioni singolarmente.

Dopo l’ultimo incontro che chiude le presentazioni di settembre (il 28 in sala civica a Pieve), ad ottobre il Comitato del sì, che raduna amministratori ed ex nonché tutte le opposizioni, si presenterà nei tre Comuni. Altrettanto dovrebbe fare il Comitato del no.(fr.r.)

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