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Manager per un resort di lusso, ricominciare da Mykonos

Zanardi e la decisione di lasciare tutto dopo essere scampato a un terribile incidente per trasferirsi sull’isola greca: «Ma Mantova è sempre con me»

MYKONOS (Grecia). Vivere a Mykonos, la perla delle Cicladi e sogno vacanziero di moltissimi italiani di tutte le età. Qualcuno c’è riuscito, malgrado la sua Mantova gli manchi da morire. Maurizio Zanardi, per tutti gli amici “Icio” da qualche anno si è stabilito nella splendida piccola isola greca con la moglie Claudia, mettendo a frutto la lunga esperienza maturata nel campo della ristorazione e dell’accoglienza.

Di lavoro adesso fa il manager per conto di Acqua di Mare, una villa-resort di lusso a Panormos: un complesso di 60.000 metri quadrati compreso il parco privato, con sei stanze, piscine, 14 posti letto più tutto un personale composto da cuochi, operatori per il fitness, fisioterapisti, camerieri e quant’altro.



«Mi devo occupare della gestione degli ospiti - spiega Zanardi - a partire dal ricevimento, concertando il menù, controllando la cantina e tutte le esigenze del cliente. Comprese le gite in mare o qualsiasi altra richiesta. Naturalmente non è una struttura propriamente accessibile a tutte le tasche: tuttavia, considerando la location, tutto quanto viene offerto e l’esclusività dell’isola, è una vera vacanza da sogno».

Il perchè Zanardi si sia trasferito a Mykonos è tutto da raccontare: «Per anni io e mia moglie abbiamo gestito un ristorante di alto livello a Pavia, il Villa Glori al San Michele, in pieno centro storico. Lei è originaria di lì ed avevamo costruito insieme un posto molto bello, inserito in tutte le guide gastronomiche, ad un passo anche da una stella Michelin». Improvvisamente l’evento che ti costringe a cambiare vita: «Sono sempre stato appassionato di moto - prosegue - e durante un viaggio in Marocco ebbi un gravissimo incidente dal quale ne usciì miracolosamente vivo ma inabile al lavoro per almeno due anni. Non posso averne la certezza ma ho il sospetto che in questa disavventura ci sia stato del dolo: giorni prima una guida mi aveva accompagnato in una zona dove c’erano ragazzini costretti a prostituirsi ed io volli documentare, anche solo a livello personale, quella triste vicenda scattando delle fotografie. Sta di fatto che pochi giorni dopo me ne andavo per la mia strada ai 40/50 all’ora quando alle spalle sentii un rombo sempre più potente di un automezzo che mi travolse».

La vita, non si sa come o perché, fu salva ma Zanardi ebbe ossa rotte quasi ovunque. Lunga riabilitazione dunque, con conseguente ripercussione sul lavoro. «Il ristorante lo gestivamo in due e mia moglie da sola non poteva andare avanti, tra cucina e servizio in sala. Così proprio in quel periodo fummo costretti a vendere il locale, anche ad un prezzo certamente inferiore al valore ed a ripensare al futuro».

Claudia, chef professionista che insegna anche cucina, si ricordò di un suo allievo che si era trasferito a Mykonos: rapido contatto e la coppia decise di ripartire quasi da zero. Maurizio iniziò a commerciare vino per i vari ristoranti dell’isola, la moglie trovò facilmente spazio nei ristoranti, dove tuttora lavora. «Purtroppo però la Grecia è molto turistica e Mykonos in particolare - spiega Zanardi - così mi resi conto che era sempre più complicato, oltretutto in tempi di crisi, piazzare bottiglie di qualità come proponevo io. Che poi sarebbero state rivendute con ricarichi altissimi. Attraverso una serie di contatti, ebbi un colloquio con un imprenditore che mi offrì questa allettante opportunità di manager ad Acqua di Mare. Sono soddisfatto: serve la massima professionalità e chiarezza, oltre alla competenza, ma è un lavoro che mi gratifica, oltretutto in grande espansione».

Tra l’altro, a Mykonos nei momenti di calma dal turismo, Zanardi ha sviluppato la passione per l’arte: «Qui d’estate bisogna solo lavorare ed in agosto è un delirio di gente. In autunno ho scoperto la parte Nord-Est dell’isola, molto selvaggia, dove c’era un vecchio villaggio di minatori: ho iniziato a dipingere queste case abbandonate, poi ho scattato qualche fotografia mettendo quindi a punto una tecnica di composizione utilizzando vetri e specchi per ottenere riflessi. Sono partito quasi per scherzo, ma alcuni galleristi asiatici mi proposero, tempo fa, una mostra dalle loro parti. Per ora non ho tempo, in seguito vedremo».

Una vita felice ma il richiamo della sua città natale si fa sentire: «Fino a qualche tempo fa - conclude Zanardi - venivo a trovare mia madre che ora purtroppo è mancata. Ma Mantova è nella mia testa e nei ricordi: l’odore dei vicoli, quello salmastro del Rio, le atmosfere della vita quotidiana, il dialetto. E poi il Mantova calcio: ho tatuato il simbolo degli ultras sul braccio, ho seguito la squadra biancorossa per oltre 40 anni, in casa ed in trasferta. Quest’ultimo fallimento mi ha fatto ancora più male».

CHI E'. Maurizio Zanardi è nato a Mantova nel 1955. Ha sempre lavorato nel campo della ristorazione e i primi passi li ha mossi proprio nella provincia virgiliana: dagli inizi al “Bersagliere” di Goito, al “Pescatore” di Canneto per poi aprire locali storici in centro città come il “Coco loco” ed il “Mirò”. Esperto di vino, Zanardi insieme con la moglie chef Claudia Dellavecchia ha gestito per anni l’enoteca-ristorante Villa Glori al San Michele a Pavia prima di trasferirsi in Grecia. Oggi è manager all’Acqua di Mare, una villa-resort di lusso che si trova a Mykonos.

Oltre alla sua professione di manager nella gestione del personale nella villa resort Acqua di Mare di Mykonos, Maurizio Zanardi è anche un artista. Una passione che ha approfondito proprio sull’isola greca dove a poco a poco ha messo a punto una tecnica mista tra dipinti e fotografie. In questi ultimi anni ha prodotto qualche centinaio di opere, secondo un'arte per certi versi innovativa. Inizialmente si comincia con la pittura, che può essere di una parete o di semplici oggetti di uso comune: poi arriva la parte dell'immagine fotografica, alla quale viene assemblata secondo criteri espressivi scelti dall'autore. «Ci tengo a precisare che non utilizzo ritocchi, come photoshop o altro - dice Zanardi - perchè vorrei che l'opera fosse la più sincera possibile. Qualcuno mi ha proposto una mostra in Asia ma francamente per ora è un impegno troppo grosso». Allestirne una a Mantova? Gli chiediamo. «Se potesse interessare, quando faccio qualcosa di utile per la mia città di certo non mi tiro mai indietro»

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