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Forte Ardietti diventa set per il videogioco

Ponti. Troupe canadese gira lo spot per Assassin's Creed. Il sindaco: «Scelto perché luogo magico»

PONTI SUL MINCIO. Una troupe Canadese si è recata al Forte Ardietti per effettuare delle riprese assieme all'associazione Assassin’s Creed Italia, nell'ambito di un documentario rivolto a mostrare la vastità del seguito del videogioco della Ubisoft a dieci anni dall'uscita del primo capitolo.

L'associazione composta da ragazzi e ragazze che si vestono come i personaggi del videogioco, rappresenta la parte più visibile e anche la più spettacolare di un fandom cioè la comunità di appassionati di un hobby, di un genere cinematografico o letterario, di un autore o di una moda, in rapida espansione e che al giorno d'oggi può affiancarsi a realtà assai più consolidate come le comunità di fan di Star Trek o Star Wars.

Assassin's Creed, il Credo dell'Assassino, parole che sembrano celare qualcosa di terrificante ma che in realtà sono il titolo di una serie di videogiochi che ha oramai 10 anni e a cui bisogna aggiungere un numero sterminato tra cosiddetti spin off, (ovvero le serie parallele derivate dall’opera principale) fumetti, e un film uscito quest'anno.

La trama è molto complicata e si dipana per diversi secoli. Narra della lotta tra il bene (gli assassini) e il male (i templari) che ha come prezzo il libero arbitrio dell'umanità. La caratteristica più innovativa, di una storia altrimenti alquanto tradizionale, è il protagonista che vive in due ere distinte, la nostra e il suo passato genetico che può essere richiamato tramite una macchina detta “animus” che fa rivivere i ricordi dei propri antenati. Una storia affascinante che condita con un gameplay, ovvero l’interazione con il giocatore, che lascia un’estrema libertà di azione e particolareggiate ricostruzioni ambientali di città del passato come Costantinopoli, la Firenze o la Venezia rinascimentali, la Boston coloniale, la Parigi rivoluzionaria o la Londra Vittoriana.

Ma perché Forte Ardietti? «L'associazione – spiega il sindaco Giorgio Rebuschi – ha deciso di venire al forte proprio per le qualità che lo rendono un unico e perfetto set cinematografico: il suo essere un luogo quasi intatto dalla sua costruzione. È uno scrigno racchiuso nel tempo, e la sua versatilità ha consentito di potere adattare i suoi ambienti a molti usi e per molte epoche. Insomma un luogo magico».

Francesco Romani
 

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