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Cattedre vuote a Mantova, i presidi finiscono sotto accusa

I sindacati si schierano con il provveditore: «Le scuole hanno adottato metodi di assunzione farraginosi e non trasparenti»

MANTOVA. «I ritardi nell’assegnazione delle cattedre agli insegnanti sono responsabilità dei presidi. Hanno scelto modalità che rallentano le operazioni e le rendono meno trasparenti. A tutto svantaggio dell’utenza». Il segretario provinciale di Flc Cgil, Massimiliano De Conca, interviene sui ritardi con cui le scuole, dai comprensivi alle superiori, stanno coprendo con supplenti annuali le cattedre rimaste vacanti dopo le immissioni a tempo indeterminato effettuate dall’amministrazione scolastica di via Cocastelli. Nel mirino della Cgil e degli altri sindacati della scuola finiscono i dirigenti. Si scopre così che su questa partita i sindacati hanno la medesima posizione del provveditore Patrizia Graziani, che sulla Gazzetta di Mantova ha più volte lamentato che la sua proposta di istituire un coordinamento tra le scuole in materia di assunzione dei supplenti annuali sia stata ignorata dai presidi.

«Questa è anche la posizione dei sindacati - riferisce De Conca - tanto che avevamo avanzato la proposta, in forma unitaria, alla fine di agosto. L’idea era quella di utilizzare lo stesso sistema delle graduatorie provinciali. Visto che tutte le scuole sono ormai collegate in rete, sarebbe stato sufficiente individuare una scuola che facesse da polo e che gestisse le graduatorie per tutti gli istituti. Si sarebbe risolto tutto in una settimana e oggi avremmo tutti i posti coperti. Invece ognuno ha fatto per se con le graduatorie di istituto, sistema farraginoso che ha allungato i tempi».

Perché? Il sistema adottato dalle scuole comporta che ogni istituto contatta i docenti per le supplenze dalle stesse graduatorie sovrapponendosi e non consentendo agli interessati di valutare quale scelta accettare.

Ma i sindacati non si lamentano soltanto della razionalità del sistema adottato. «È anche una questione di trasparenza - spiega De Conca - per legge tutti gli istituti dovrebbero pubblicare sui propri siti web l’elenco dei posti disponibili. Questo consente non solo di avere in tempo reale il quadro dei posti rimasti vacanti, ma consente anche a tutti di verificare la correttezza delle procedure adottate. Non vogliamo insinuare nulla, ci mancherebbe, ma poter verificare è il presupposto minimo anche per consentire ai sindacati di fare il proprio dovere». De Conca informa che sono già state presentate diverse richieste di accesso agli atti da parte di docenti insoddisfatti. «Assieme a Cisl, Snals e Uil - spiega - abbiamo incontrato due volte il provveditore su questo tema e dall’ufficio scolastico sono partiti dei richiami. Ma una parte delle scuole non ha provveduto a pubblicare i dati».
 

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