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Da Guidizzolo a Osaka. Il successo di Fontanesi

Le opere del compositore da anni sono apprezzate in tutto il mondo: «Sono come un buon artigiano, innovo partendo dalla tradizione»

GUIDIZZOLO. L’essenziale è invisibile agli occhi scriveva Antoine de Saint-Exupéry ne “Il Piccolo Principe” e la frase può servire da spunto per parlare del compositore David Fontanesi di Guidizzolo (ma originario di Volta Mantovana). Fontanesi, laureato in Storia della Filosofia Medioevale a Padova, è di fatto invisibile agli occhi come lo è, in generale, la musica classica e la musica colta nel nostro Paese.

La sua professione, che non è quella del compositore, lo porta ad avere una vita che si può definire normale e riservata, mentre l’aspetto artistico lo porta spesso lontano dal Mantovano che, ad oggi, non si è mai occupato dei suoi lavori. Fontanesi ha studiato composizione con Azio Corghi all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’Accademia Romanini di Brescia e con il maestro Corghi, anch’egli residente a Guidizzolo, ha approfondito quella che è nata come una passione da autodidatta.



«Suono un poco il piano - afferma Fontanesi - ma il mio interesse si è concentrato subito sulla composizione». Dal 1998 ad oggi Fontanesi ha scritto musica e di recente è uscito il terzo cd di una tetralogia che andrà a completarsi nel 2018. “Orchestral Works” è il nuovo lavoro che, come gli altri due cd, è pubblicato dal Bongiovanni in un’edizione internazionale che si può acquistare anche in digitale sui maggiori siti web dedicati alla musica. Le sue opere, di genere cameristico e sinfonico, sono pubblicate dalla Casa musicale Sonzogno di Milano e dalla Da Vinci edition di Osaka, segno che la produzione di Fontanesi riscuote da tempo interesse nazionale ed internazionale.

Dal 2014 parte, si diceva, con il progetto di una tetralogia che vede all’attivo tre cd monografici (pubblicati appunto dalla Bongiovanni) dal titolo Chamber music with flute, Intimate chamber works e Orchestral works. Nel nuovo cd è presente l’orchestra I virtuosi italiani con direttore Kasper De Roo, mentre si solisti sono Ginevra Petrucci (flauto), Luca Vignali (oboe) e Paolo Carlini (fagotto).

«Sono molto orgoglioso perché si tratta di musicisti di fama internazionale con alle spalle importanti collaborazioni - racconta Fontanesi e ricorda che - le mie opere sono state eseguite a Roma, Perugia e New York e nell’immediato futuro collaborerò con la Roma Sinfonietta, l’orchestra che collabora con Ennio Morricone». «Mi piace e mi è sempre piaciuta la composizione e scrivo tutte le parti delle mie musiche. Poi le lascio eseguire agli altri e mi siedo ad ascoltarle» afferma sorridendo.

«Credo di fare del buon artigianato musicale, le mie composizioni non devono avere cedimenti armonici, devono essere equilibrate e piacevoli all’ascolto, non sono seguace di quel ‘900 musicale che ha stravolto senza restare ancorato alle radici. Credo che la tradizione non vada ignorata ma sia la base dalla quale partire per rinnovare».

Alla musica Fontanesi affianca la passione per la scrittura. È autore del romanzo “Note di passaggio” pubblicato nel 2016 per i tipi della Valentina Porfidio editore e a breve uscirà il suo secondo romanzo.

Luca Cremonesi
 

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