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IL GIALLO RISOLTO

Mantova, trovato il vero padre del neonato

Un pregiudicato si era presentato in ospedale per riconoscere il bimbo

MANTOVA. Risolto il caso del piccolo nato al Poma con un aspirante padre sospetto. La madre, una donna di 32 anni di origine marocchina, dopo versioni incoerenti e lunghe trattative con sanitari e forze dell’ordine, ha finalmente raccontato la verità: il vero padre del piccolo non è il pregiudicato mantovano che si era presentato al Poma per il riconoscimento, ma un connazionale, che lei ha voluto raggiungere in Italia prima del parto. Quando è arrivata a Roverbella, dove l’uomo vive con il fratello e un’altra donna, hanno litigato. A lui non tornavano i conti sui tempi della gravidanza e l’ha accusata di aspettare il figlio da un altro uomo. E l’ha cacciata. A quel punto la donna, disperata, è andata a casa della sorella a Lunetta a chiedere ospitalità. È stata lei a suggerirle e a organizzare il piano per farla restare in Italia senza l’ok dell’ex compagno. Ha contattato attraverso due giovani conoscenti il pregiudicato, sempre a caccia di soldi. Per pochi euro avrebbe accettato di riconoscere il neonato. Ma i controlli della polizia hanno bloccato l’iter e la donna ha confessato. Intanto sanitari e poliziotti hanno spiegato all’uomo che il bimbo era nato prematuro. A quel punto ha rifatto i conti e l’ha accolta in casa.(r.c.)
 

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