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Sesso con le minorenni. Due vittime castiglionesi

Le ragazzine erano finite tra le braccia del maestro di karate ora arrestato. Gravi le accuse per i due mantovani coinvolti: violenza sessuale di gruppo

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Indagati e vittime. Oltre ai due mantovani finiti nell’inchiesta sulle presunte violenze sessuali di gruppo nella palestra di Lonato, che ha portato all’arresto del maestro di karate Carmelo Cipriano, tra le vittime minorenni ci sono anche due ragazze, una di Castiglione e l’altra che ha studiato in un istituto superiore sempre di Castiglione delle Stiviere.



Nei guai sono finiti D.A., 49enne di Castiglione delle Stiviere, e S. P., 43enne di Acquanegra sul Chiese. Anche loro, come la persona arrestata dai carabinieri su richiesta del Gip, risultano indagati con l’ipotesi di violenza sessuale di gruppo perpetrata ai danni di più ragazzine, tutte allieve dell’allenatore di Lonato. Ma per il maestro di karate, titolare del centro sportivo dove avvenivano gli incontri, le accuse mosse sono ancora più pesanti: prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico (le foto delle vittime in slip e reggiseno, ndr).

La vicenda che ha portato gli inquirenti ad indagare sulla palestra ha inizio nel 2008, ma solo nell’aprile di quest’anno le vittime, più di una, hanno iniziato a raccontare tutto. Non lo hanno fatto prima perché oltre alla violenza fisica le minorenni erano tutte cadute in uno stato di sudditanza psicologica. La prima a subire le morbose attenzioni all’epoca aveva solo 12 anni.

I due mantovani indagati erano stati contattati tra il 2011 e il 2012 dal maestro di karate in quanto frequentatori della stessa palestra. Da Cipriano avevano ricevuto messaggi sul cellulare e anche loro, secondo il racconto delle vittime, avevano finito col partecipare alle violenze di gruppo che avvenivano nella palestra, durante le ore di chiusura e nella stanza adibita ad infermeria.

Il primo approccio sessuale con la prima vittima, la ragazzina di 12 anni, risale all’ottobre del 2008 durante un pigiama party organizzato all’interno della palestra. La ragazzina si sveglia nel cuore della notte perché sente che qualcuno le sta massaggiando le parti intime.

Stando al suo racconto – che il Gip ha ritenuto più che attendibile anche sulla base del riscontro di altre testimonianze – le mani sono quelle di Cipriano. La dodicenne racconta subito l’episodio a una conoscente del maestro di karate che “minimizza l’accaduto”, mentre Cipriano le intima di “non parlare più con nessuno di quanto successo, al punto di farla sentire in colpa”. Alcuni mesi dopo il maestro di karate torna alla carica e questa volta riesce a restare solo con la ragazzina e ad avere rapporti fisici più decisi, che si ripetono almeno due-tre volte alla settimana.

Il Gip del tribunale di Brescia ha disposto la misura cautelare in carcere nei confronti di Cipriano perché ritenuto un soggetto incapace di autodeterminarsi e dotato di una spregiudicatezza notevole, che si è concretizzata nell’avere contemporaneamente, dal 2008 al 2016, più relazioni con ragazze minorenni a lui affidate per ragioni di educazione.

Lunedì ci sarà l’interrogatorio di garanzia alle 10 nel carcere di Brescia.