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Ponte sul Po: il cantiere può partire

San Benedetto: fatta la bonifica dagli ordigni bellici e risolto il problema dei rifiuti. Si attende solo il collaudo del Genio

SAN BENEDETTO PO. Gli uffici ed i tecnici hanno lavorato anche in piena estate per superare i due problemi inattesi che si sono presentati sulla strada dell’apertura concreta del cantiere di riqualificazione del ponte di San Benedetto Po. Da un lato le nuove norme della bonifica ordigni bellici, cadute proprio a ridosso delle verifiche fatte fra San benedetto Po e Bagnolo, in seconda battuta la piccola quantità di rifiuti trovata sotterrata nell’area del futuro cantiere, che ha richiesto due conferenze di servizio per procedere con la rimozione.

«Siamo ancora all’interno del cronoprogramma – spiegano alla Toto costruzioni, il colosso che procederà al rifacimento di buona parte dell’infrastruttura –. Ma è evidente che i problemi inattesi rischiano di erodere parte dei margini di manovra temporale. Per questo una volta insediato il cantiere, è stato deciso di accelerare le prime fasi».

La Toto, nel frattempo non è stata con le mani in mano. «Abbiamo approfittato di questa pausa inattesa – spiegano in azienda – per procedere con le verifiche tecniche sulla parte di impalcato del ponte che si trova in golena e che non sarà demolito,. ma riqualificato. Inoltre è stata creata una società ad hoc fra noi ed il nostro partner bresciano Vezzola. La società si chiama PontePo Scarl ed ha sede a Bagnolo San Vito».

I l termine dei lavori da 34 milioni necessari per riportare la piena operatività del manufatto lesionato dalle scosse telluriche del maggio-giugno 2012 resta quindi fissato al gennaio 2019, con meno di 20 giorni di chiusura totale. La consegna alle ditte è avvenuta alla presenza del governatore lombardo Roberto Maroni il 20 maggio scorso, nel quinto anniversario del terremoto.

Ci si è dovuti confrontare con una normativa totalmente nuova nel campo della bonifiche ordigni bellici e Mantova ha fatto da apripista, essendo il primo caso in Italia. Ora tutto si è completato e manca solo il collaudo da parte del genio civile e militare di Napoli. Prima di questo, la ditta non può entrare nel recinto del cantiere che si trova a valle dell’attuale ponte, sulla sponda di San Benedetto. Il sopralluogo è previsto a giorni.

Risolto invece con una corsa contro il tempo il problema nato dal ritrovamento in luglio di rifiuti interrati nell’area ex Rondelli. Il settore infrastrutture della Provincia, guidato da Giovanni Urbani, ha accelerato i tempi convocando due conferenze di servizio fra luglio ed agosto ed ottenendo le analisi chimico fisiche dei campioni prelevati a tempo record. Una accelerazione che ha consentito la scorsa settimana al Comune, responsabile della rimozione, di delegare la Provincia che a sua volta si avvarrà della Toto. Le rimozioni saranno eseguite man mano che le aree di cantiere saranno occupate, non costituendo quindi un ritardo ulteriore nei tempi.

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