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Pennelli Cinghiale taglia: in undici a casa dal 16 ottobre

Nell’azienda di Cicognara esuberi dimezzati allo scadere della cassa integrazione. Cigil e Uil: «Posti salvati con il part-time ma puntavamo ai contratti di solidarietà»

VIADANA. L’età media non supera i 43 anni e per lo più si tratta di donne: sono 11 i dipendenti di Pennelli Cinghiale per i quali a partire da martedì 16 ottobre scatterà la procedura di licenziamento. Un passaggio non più rinviabile nell’azienda viadanese a conclusione di un anno di cassa integrazione straordinaria.

Un passaggio sofferto che i sindacati hanno fino all’ultimo cercato invano di evitare riuscendo almeno ad attenuarne l’impatto: inizialmente gli esuberi dovevano essere oltre la metà dei dipendenti, vale a dire 20 su 39 lavoratori in organico nella fabbrica nata nel 1945 a Cicognara e a lungo leader nella produzione di pennelli e rulli professionali. L’accordo firmato il 29 settembre da Filctem Cgil e Uiltec Uil con i vertici aziendali prevede una riduzione del personale in eccesso a 11 (di cui 8 operai e 2 impiegate) grazie al taglio dell’orario di lavoro.

«Siamo alle solite - dichiara Enzo Garaboldi della segreteria Filctem Cgil - le aziende stanno parcellizzando le attività produttive primarie, in questo caso faranno arrivare il prodotto da fuori e lo confezioneranno a Viadana, questo significa perdere posti di lavoro».

Nonostante una riduzione sensibile degli esuberi inizialmente previsti l’amarezza resta: «Quando ci sono persone che perdono il lavoro in un contesto difficile non può esserci nessun tipo di soddisfazione - sono le parole del segretario Uiltec Uil Giovanni Pelizzoni - ma solo rammarico». Rammarico per non essere riusciti a strappare quei contratti di solidarietà che avrebbero concesso ancora un po’ di respiro. «La nostra base era puntare al contratto sociale - aggiunge Garaboldi - meno ore per tutti ma tutti al lavoro. Purtroppo non c’era margine per arrivare a un accordo su questo». «Puntavamo ad ottenere un contratto di solidarietà - spiega Pelizzoni - durante il quale auspicavamo che il contesto occupazionale della zona prendesse una piega diversa in modo da poter ricollocare gli esuberi».

Non c’è stato nulla da fare. Strozzato dalla produzione di setole “made in Cina” e dalla crisi mondiale dell'edilizia, il distretto della scopa e del pennello ha sofferto non poco in questi anni e in tale contesto rientrerebbe la scelta di Pennelli Cinghiale di puntare sull’attività commerciale mantenendo solo il 30-35% della produzione. L’accordo con i sindacati siglato a fine settembre prevede una riorganizzazione interna dei turni e la riduzione dell’orario da tempo pieno a part-time per i 9 posti salvati. Per gli altri 11, allo scadere martedì 16 ottobre dei 12 mesi di cassa integrazione, verrà avviata le procedura di licenziamento collettivo che rimarrà aperta sino a fine 2018.


 

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