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Un’altra ragazza nella rete del maestro di karate

Un allenamento di karate nella palestra del maestro arrestato

Minorenne all’epoca delle violenze, si è presentata in procura: le vittime di Cipriano salgono a sette

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Sale a sette il numero delle vittime del maestro di karate Carmelo Cipriano, titolare di una palestra di arti marziali a Lonato del Garda, in provincia di Brescia, in carcere con l’accusa di prostituzione minorile, violenza sessuale di gruppo nei confronti di minorenni e detenzione di materiale pedopornografico. La settima vittima - mantovana e poco più che ventenne – mercoledì si è presentata spontaneamente in procura per raccontare delle violenze subite: all’epoca dei fatti era minorenne.

Con lei sale a tre il numero delle mantovane finite nella rete di Cipriano, 43 anni, ex studente del Cfp di Castiglione delle Stiviere. Nell’inchiesta figurano anche altri due mantovani, ma nella veste di indagati, perché avrebbero partecipato a serate di sesso di gruppo organizzate dallo stesso maestro di karate: si tratta di D.A., 49enne di Castiglione delle Stiviere e S.P., 43enne di Acquanegra sul Chiese. Secondo la procura, l’istruttore avrebbe costretto a consumare rapporti sessuali diverse ragazzine che frequentavano la sua palestra Asd Askl. E lo avrebbe fatto a partire dal 2008, obbligando le giovanissime allieve anche a contattare uomini maturi in chat. E piegandole al silenzio secondo una dinamica di sudditanza psicologica.

A inchiodare l’istruttore ci sono i messaggi scambiati nel tempo con le minorenni, e le testimonianze delle vittime, ascoltate in questi mesi in audizioni protette. L’indagine è nata dopo le denuncia della vittima numero uno, che all’epoca dei primi incontri con Cipriano aveva soltanto dodici anni, e dei genitori di un’altra ragazzina conosciuta quando l’arrestato era educatore in una parrocchia: i rapporti sessuali sarebbero avvenuti in uno stanzino della palestra adibito a infermeria, nelle ore di chiusura.

La prima vittima ha riferito di un approccio durante un pigiama party, quando si svegliò nel cuore della notte sentendo che qualcuno le stava massaggiando le parti intime. Stando al suo racconto, le mani erano quelle di Cipriano ma la persona a cui scelse di confidarsi minimizzò l'accaduto, intimandole di non parlarne con nessuno.

Oltre al maestro di karate e ai due mantovani, nell’inchiesta risulta indagato a piede libero un quarto adulto, un trentunenne di Sirmione, coinvolto anche lui nelle serate di gruppo. Interrogato lunedì scorso in carcere a Brescia, dove si trova dal momento del suo arresto, Cipriano ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Bocca cucita.