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INVESTIMENTI E POLEMICHE

Ferrovie moderne nel Bresciano, Mantova resta  esclusa

Una linea Montichiari-Brescia, raddoppio e elettricità sulla Brescia-Parma. Ma non nel Mantovano, dove il sindaco di Asola aveva chiesto di potenziare anche il tratto di ferrovia fino al Po

ASOLA-CASTIGLIONE. Da una parte, il lato positivo: un collegamento diretto e veloce tra l’Alto Mantovano e Brescia, in particolare per Castiglione delle Stiviere e tutta la zona vicina a Montichiari. Dall’altro, però, la consapevolezza che il tratto mantovano-cremonese della linea Brescia-Parma resterà ancora da far west, mentre da Ghedi in su arriverà la tanto attesa linea elettrificata e da San Zeno anche la doppia linea. Insomma, l’annuncio che lo Stato è pronto a spendere 250 milioni per collegare Montichiari a Brescia col treno, raddoppiare la Brescia-San Zeno Naviglio (ora a binario unico) ed elettrificare la San Zeno-Ghedi, entrambi tratti della disastrata Brescia-Parma, suscita commenti contrastanti nel Mantovano.

L’annuncio è stato dato nelle scorse ore, dopo che il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, ha dato il proprio via libera al progetto che era stato avanzato dai bresciani, definendolo prioritario. Anche le Ferrovie hanno inserito il tutto nel Contratto di programma 2017-2012, alla voce investimenti da fare subito. Tutte opere collegate all’arrivo dell’Alta Velocità (e che verranno realizzate in alternativa al cosiddetto shunt, una bretella che bypassa la Brescia) e che porteranno tanti vantaggi. In cinque anni, si calcola, si potrà arrivare in treno a Brescia partendo dalla fiera di Montichiari. Per ora sono stati stanziati solo dieci milioni per il progetto definitivo, ma lo studio di fattibilità c'è.

Ma appunto a sollevare qualche critica è il Mantovano. Ad esempio il sindaco di Asola, Raffaele Favalli, che insieme con quello di Canneto si è speso in questi mesi perché il progetto di elettrificazione arrivasse anche più giù, passando per Asola, Canneto, Piadena. «Tutto inutile – sbotta Favalli – il risultato del nostro lavoro per ora è che a Brescia si andrà con i treni elettrici ma da noi rimarranno i vecchi diesel, con tutti i disagi che questo comporta. Eppure si trattava di un intervento su appena una trentina di chilometri di linea. E con il ponte di Casalmaggiore ko, e la linea ferroviaria che è quello che è, sarà sempre più un disastro». (fa)
 

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