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Ligabue, ritorno alla grande. “Grazie a voi, sapete perché”

Il rocker infiamma la platea nel tour che segue i problemi alle corde vocali

Ligabue a Mantova: un ritorno alla grande Il cantante che saluta Mantova con un grazie carico di significato: «Sappiamo tutti il perché di questo grazie… grazie per essere qua, grazie più del solito e in modo particolare». L’attacco coi brani di “Made in Italy”poi tutti i classici a partireda “Ho perso le parole”e da “Bar Mario”L’apoteosi finalescandita da “Certe notti”e “Urlando contro il cielo”

MANTOVA. Ligabue infiamma il Palabam nella prima delle due serate mantovane. L’inizio della due giorni però è affidata al Ligabue regista che prepara la sua entrata con alcune immagini del film Made in Italy che il rocker di Correggio ha girato nei mesi di pausa forzata per il riposo dovuto all’intervento alle corde vocali. La band sale sul palco con le luci accese, modello formazione di calcio, con Luciano Luisi (tastiere, cori), Max Cottafavi (chitarre), Federico Poggipollini (chitarre elettriche, cori), Davide Pezzin (basso), Michael Urbano (batteria, percussioni), Massimo Greco (tromba e flicorno), Emiliano Vernizzi (sax tenore) e Corrado Terzi (sax baritono).

Le luci si spengono, partono le immagini e al termine arriva Luciano Ligabue, accolto dal grido del Palabam che abbandona la quiete del pre-concerto e lascia esplodere la gioia che accompagna le prime note di La vita facile, il brano che apre il concerto e anche l’omonimo cd, l’ultimo della lunga carriera di Ligabue, il concept album che dà il titolo a questo tour nei palazzetti.



Jeans e t-shirt nera, con occhiale a goccia, molto rock insomma, è il Ligabue che arriva a Mantova con due sold out (sono infatti pochissimi i biglietti disponibili per questa sera che saranno in vendita ai botteghini) e un tour che segna il ritorno dopo un problema che però non ha lasciato alcun segno sulla roca voce rock del cantante che saluta Mantova con un grazie carico di significato: «Sappiamo tutti il perché di questo grazie… grazie per essere qua, grazie più del solito e in modo particolare».



L’inizio è quello atteso e uguale alle altre date e cioè i tre brani da Made in Italy. Dunque, dopo La vita facile arrivano Mi chiamano tutti Riko ed È venerdì, non mi rompete i coglioni. «Vediamo le mani» chiede nell’ombra mentre cambia la chitarra e dopo pochi secondi arriva Ho perso le parole, colonna sonora del primo film di Ligabue, Radio freccia. Il pubblico saluta la sorpresa con un boato e la voce di Ligabue quasi scompare sovrastata dal grido dei fan.

Ligabue a Mantova: l'attesa e i primi ingressi al Palabam L'ingresso al Palabam per il primo dei due concerti di Ligabue a Mantova, rinviati lo scorso quando il rocker reggiano aveva avuto problemi alle corde vocali. Fan di tutte le età in fila, ragazzi, mamme e papà e intere famiglie pronti a scatenarsi. (video Fuscati)


Il viaggio nel passato continua con la batteria, secca e ruvida, che chiama il grande classico Bar Mario. Le prime file saltano, gli spalti sono in piedi e l’anima rock di Ligabue chiama tutti dentro il bar Mario per la festa del Palabam. «Non tutti sapete che ho un chip sempre acceso che mi dice “Mario manda tutti a nanna a poi chiude il bar”» e si salta dopo la pausa che da anni accompagna l’esecuzione del grande classico.

Sul palco arrivano i fiati e con il riff delle tre chitarre Ligabue porta il suo pubblico nel ritmo rock de Il meglio deve ancora venire. Il cantante reggiano, insomma, stupisce e mescola le carte, come aveva fatto sapere a fan e amici che lo hanno incontrato prima dell’inizio dello show.

Una cosa è certa: Ligabue è in gran forma, ha voglia di cantare e di stare sul palco in mezzo al suo pubblico. Si muove, si concede alle prime file e la passerella che, di fatto, occupa tutto il Palabam, è un ulteriore modo per accogliere il grande abbraccio di chi ha temuto e nei mesi dello stop non gli ha fatto mai mancare il suo affetto.

La scaletta racconta il nuovo album con sette brani, mentre le altre 17 canzoni sono un viaggio nella carriera di Ligabue. I grandi classici non mancano e il pubblico fa da appoggio a una voce che è e resta potente con la timbrica emiliana che ha fatto del cantante una delle rock star più amate d'Italia. Il finale è il classico nel classico con Certe Notti, canzone generazionale che i padri cantano con i figli in braccio e le coppie abbracciate, strette. Tutti a casa invece sulle note di Urlando contro il cielo.

Oggi si replica, inizio alle 21.15, puntuali, perché questo è uno dei pregi di Ligabue, la puntualità.

Luca Cremonesi
 

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