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A tredici anni comprava online la droga

Scoperto dai genitori, lo studente racconta: acquistavo marijuana, cocaina e allucinogeni per me e i compagni di scuola

MANTOVA. Ecstasy, cocaina, francobolli di Lsd e funghi allucinogeni. Non comprati da uno spacciatore nell’angolo di una piazza o in un giardino pubblico ma acquistati tramite telefonino, con una semplice ordinazione online. La droga arriva a casa, o dove si preferisce, con il corriere espresso. A farlo, da quattro anni, è uno studente di unistituto superiore di Mantova che oggi ha diciassette anni. Il ragazzo si è confidato con un poliziotto e ha aperto così una finestra sul baratro del deep web, la zona più profonda e nascosta di internet, dove si trova di tutto, dalle armi al materiale pedopornografico, dalla droga a un killer a pagamento. «Non sono l’unico che compra droga così, lo fanno tanti altri studenti della mia stessa scuola e di altre, anche più giovani di me. Basta saper smanettare un po’ su internet». Il perché il giovane abbia deciso di raccontare la sua storia di droga a un poliziotto, e lo abbia fatto solo ora, non è certo. I genitori, questo si sa, hanno scoperto i suoi traffici. In base al suo racconto – ed è un fatto allarmante – è che ha cominciato i suoi acquisti di droga online quando aveva solo tredici anni. E che, come lui, lo shopping di stupefacenti sul web sarebbe una pratica comune ad altri studenti.

Di deep web si parla spesso nell’ambito delle indagini sulla pedopornografia. Perché è in quei luoghi inaccessibili della Rete che si nascondono i pedofili. Ma non solo loro, ci sono anche trafficanti di armi, mercenari senza scrupoli e, naturalmente, spacciatori. Per un giovane che ha qualche competenza informatica e si destreggia bene con il telefonino – cosa certo non rara al giorno d’oggi – non è cosa difficile raggiungere il lato oscuro del web. A partire dal primo passo l’installazione di Tor, il sistema di comunicazione anonima che è la prima porta di accesso al deep web. Dopo di che le opportunità non mancano. C’è di tutto, varietà infinite di marijuana, pillole di ecstasy di ogni colore e potenza, cocaina più o meno pura, allucinogeni naturali e sintetici. E, come per un paio di pantaloni su un negozio online, si fa l’ordinazione: si paga in bitcoin (la moneta virtuale che si cambia in rete) e si sceglie la destinazione in cui far arrivare il pacco, a casa oppure in un ufficio postale o altrove. I pacchi arrivano in buste anonime. Provengono da Belgio, Ucraina, Spagna, Polonia, ma anche dall’America latina. Praticamente impossibile però capire chi sia il mittente.

«Prima raccolgo i soldi dai miei amici, fino a 500 euro o più – ha raccontato il ragazzo – poi faccio l’ordinazione. Quando il pacco è a destinazione, mi arriva un messaggino sul telefono. In genere vado a ritirarlo in posta, non mi fido a farlo arrivare a casa».
 

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