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Cavalieri e amazzoni stregano San Benedetto Po

Grande successo di pubblico per la battuta di caccia alla volpe simulata. Per la prima volta partecipano anche due bambine di otto e nove anni 

SAN BENEDETTO PO. Trentacinque eleganti cavalieri e amazzoni in divisa, splendidi cavalli, lucenti corni di caccia, riti e canti della tradizione e tanto pubblico ammirato: questi gli ingredienti per la battuta di caccia alla volpe simulata nelle terre e golene del Polirone, organizzata ieri dalla Società della Caccia alla volpe Gonzaga-Estense, che opera tra le province di Mantova e Modena.

«Non si tratta di una rievocazione storica – spiega Andrea Bardini, master della caccia – ma una manifestazione sportiva (i partecipanti sono infatti tesserati con Fise e Csi) che può essere adatta a tutti. Lo prova il fatto che alla caccia hanno partecipato per la prima volta anche due bambine di otto e nove anni cavalcando su pony».

La caccia alla volpe simulata è uno sport che in Italia è ancora poco praticato al confronto di altri Paesi, basti pensare che da noi ci sono solo cinque società di caccia, mentre in Francia ce ne sono centocinquanta. «Ma non si tratta affatto di uno sport elitario – precisa Bardini – anzi, ha un forte valore pedagogico, poiché favorisce un rapporto con l’animale che è fonte di emozioni impagabili». Proprio per questo la manifestazione ha coinvolto anche la cooperativa sociale Chv di Suzzara (che lavora con i disabili), che sul prato di piazza Matilde ha organizzato il “battesimo” della sella per giovanissimi aspiranti cavalieri.

La partenza della caccia, al suono dei corni con il rito del “bicchiere della staffa”, si è tenuta nel Chiostro di San Benedetto, da dove i cavalieri hanno imboccato il percorso, già predisposto con ostacoli naturali ed artificiali. Particolarmente suggestivo si è rivelato il tragitto sull’isola Makallè, un territorio da valorizzare perché adattissimo a queste performance. Dopo il break a Portiolo, ospiti del comitato locale, i cavalieri hanno affrontato l’unico momento agonistico della giornata per la presa della coda, che uno di loro portava legata alla spalla.

Come antefatto, sabato sera, nella biblioteca monastica è stato offerto il concerto “Canti di caccia”, con l’esecuzione delle melodie tradizionali delle cacce barocche francesi, con il coro dei giovani dell’oratorio e gli strumentisti del Liceo Musicale “Sigonio” di Modena.

L’organizzazione della caccia è stata sostenuta dal circolo ippico “La Rocchetta” del maggiore Claudio Agnesio, con il contributo di “Bologna Hunt- società bolognese per la caccia a cavallo”, del Centro sportivo italiano e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di San Benedetto Po. Per tutti, anche per gli spettatori, è stata una giornata da ricordare.

Oriana Caleffi
 

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