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Viadana, slittano i dati sul ponte e la possibile riapertura soft

Il ponte sul Po di Casalmaggiore è chiuso dal 7 di settembre per pericolo di crolli a causa del degrado di alcune travi 

VIADANA-CASALMAGGIORE. Slittano di almeno una settimana i dati relativi alle analisi tecniche effettuate sul ponte sul Po di Casalmaggiore, chiuso dal 7 di settembre per pericolo di crolli a causa della grave situazione di degrado di alcune travi.

La Provincia di Parma ha comunicato di non essere in grado di fornire al momento una risposta definitiva al quesito riguardante il numero delle travi da sostituire o eventualmente rinforzare. Solo dopo questo si potrà capire se autorizzare o meno la riapertura al solo traffico leggero e a “zig-zag”, bypassando i punti più critici.

Un rinvio che per il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni potrebbe portare a un conflitto giudiziario. Intanto si chiariscono i costi degli aiuti ai pendolari sino a fine anno, 80mila euro che la Provincia di Parma delibererà il 23 ottobre. I bus navetta per portare dalle 3 stazioni ferroviarie parmensi (Mezzano Rondani, Colorno e San Polo) alle sedi industriali costerebbe 24mila euro. Altrettanto l’eventuale trasporto fluviale con motonave fra Casalmaggiore e sacca di Colorno, dove lavorano oltre 100 casalaschi.

A questi 48mila euro se ne devono aggiungere 32mila per l’adeguamento degli orari della linea bus Sabbioneta-Casalmaggiore-Parma) usata da un centinaio fra studenti e lavoratori. Intanto gli ambientalisti chiedono di «cercare alternative alla chiusura del ponte «scongiurare la realizzazione di infrastrutture ad elevato impatto, come il Tibre autostradale». (fr.r.)
 

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