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Nuovo altolà dei Comuni a Pro-Gest

L’azienda pronta a chiedere il raddoppio della fabbrica. Incontro con Palazzi: l’inceneritore deve rimanere dimezzato

MANTOVA. L’ultimo faccia a faccia è di ieri. Da una parte: Pro-Gest che, come a suo tempo annunciato, si appresta a presentare a giorni in Provincia la richiesta di “ripotenziamento” della cartiera uscita dimezzata dall’ultima conferenza di servizi. Dall’altra: il sindaco di Mantova Mattia Palazzi in rappresentanza anche di San Giorgio, Porto Mantovano e Borgo Virgilio nonché del Parco del Mincio. Il risultato è un nuovo altolà degli enti all’azienda: «Il dimezzamento dell’inceneritore non deve essere messo in discussione».

In sostanza Comuni e Parco hanno anticipato a Zago che in conferenza di servizi si opporranno alle 80mila tonnellate di scarti da bruciare nel termovalorizzatore mentre non bocceranno un incremento dei quantitativi di carta prodotta «tenuto conto che questo, come scritto anche dal verificatore nominato dal Tar, non produce nuovi impatti emissivi». A spiegarlo è lo stesso Palazzi nel ricordare che l’inceneritore «autorizzato nel 2000 e nel 2014, poteva bruciare 80mila tonnellate mentre oggi è dimezzato a 39 mila tonnellate con divieto di bruciare rifiuti provenienti da fuori». Un taglio che anche l’Ats, incaricata dal Comune di predisporre una valutazione di impatto sanitario, ha giudicato positivo. Insomma, quanto scritto nell’Aia (l’Autorizzazione integrata ambientale) 2017 «è meglio della miglior sentenza possibile, perché anche vincendo al Tar saremmo tornati, con ogni probabilità, all’autorizzato iniziale del 2014, cioè 80mila tonnellate e con la possibilità di portare rifiuti da fuori. E ora è essenziale cristallizzare quell'importantissimo risultato».

Ora però le carte stanno per tornare sul tavolo. Nel chiedere lei stessa il dimezzamento dello stabilimento, l'azienda aveva già la scorsa estate formalmente preannunciato una nuova istanza per recuperare quanto sacrificato, passando stavolta, come prescritto dalla normativa, per una conferenza di valutazione di impatto ambientale o Via. Istanza al momento non ancora depositata in Provincia, ma anticipata almeno nelle intenzioni dalla richiesta di un incontro con i Comuni firmatari dei ricorsi ancora pendenti al Tar.

«Nei giorni scorsi - conferma Palazzi - Pro-Gest ci ha chiesto un incontro in vista della prossima presentazione alla Provincia dell’istanza per chiedere l’apertura della conferenza di Valutazione di impatto ambientale sul ripotenziamento dello stabilimento. Mi sono, quindi, prima, confrontato con gli altri sindaci ricorrenti e con il Parco del Mincio e tutti abbiamo convenuto sulla necessità di mantenere ferma la posizione». Ieri mattina il vertice con Pro-Gest, alla presenza dei rispettivi legali, «durante il quale ho comunicato che per noi il risultato del dimezzamento dell’inceneritore non deve essere messo in discussione».

L’azienda, da parte sua, ha ribadito che il “ri-raddoppio” del termovalorizzatore non avrebbe impatti negativi sulla salute e si tratterebbe comunque di emissioni sotto i limiti previsti dalla legge. «Al netto delle loro convinzioni - racconta ancora Palazzi - ho chiesto loro di farsi carico della posizione degli enti pubblici, che equivale alla posizione della maggioranza dei mantovani: far ripartire la cartiera e dare lavoro in un quadro certo e trasparente per la salute pubblica e l’ambiente. So molto bene che stiamo chiedendo di stare molto sotto i limiti previsti dalle norme e un importante sacrificio economico, ma sono convinto che sia un passo necessario anche per costruire un rapporto positivo con la cittadinanza».

Il gruppo che fa capo alla famiglia Zago si è preso qualche giorno di tempo per riflettere sulla posizione degli enti: «Auspico la facciano propria. Sarebbe un grande successo: questo territorio deve dimostrare che può fare industria e dare lavoro migliorando l’impatto su ambiente e salute».

Infine, come comunicato anche a Pro-Gest, Palazzi annuncia che nella conferenza di Via «chiederemo che venga istituito un comitato con Ats, Arpa e coinvolgendo anche l’associazione medici per l’ambiente Isde per verificare i dati emissivi ad impianti accesi. Il controllo pubblico deve essere il più ampio e trasparente possibile».


 

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