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Un respiratore per i bimbi. Grazie ai genitori di Marco

È frutto dei fondi raccolti alla cena in memoria del 25enne morto in moto. Il macchinario donato al reparto di Neonatologia dell’ospedale Poma

MANTOVA. Da una tragedia può nascere una speranza. E questa speranza riguarda i piccoli ricoverati nel reparto di neonatologia e terapia intensiva neonatale dell’ospedale Carlo Poma. Da ieri questi bimbi, nati prematuri o con qualche difficoltà, possono contare sull’appoggio di un respiratore che li assiste in maniera naturale e va a sostituire la ventilazione con intubazione. Un aiuto prezioso per i bambini nati prematuri ma anche, in caso di necessità, per quelli a termine, che arriva grazie a un’iniziativa d’amore della famiglia di Marco Varrazza, venticinquenne tecnico chimico che un incidente in moto a Ponti sul Mincio, sulla provinciale che collega Pozzolengo a Peschiera.

Era il 28 maggio dello scorso anno quando uno scontro frontale lo ha strappato alla vita, ai suoi familiari e alla comunità. Stava tornando con gli amici da una giornata sul lago di Garda quando una curva gli fu fatale: il violento urto con un’auto che viaggiava in direzione opposta, lo schianto, la tragedia.



E proprio il suo paese di origine, Ceresara, ha ospitato e accolto, il 10 giugno, l’iniziativa benefica voluta dai suoi genitori , “Marco forever”. Una cena organizzata con la collaborazione del Comune e di ristoratori con prodotti tipici del territorio, seguita da momenti di intrattenimento con canti e balli grazie alla partecipazione di alcune associazioni sportive, che ha raccolto intorno al ricordo di Marco circa 400 persone. A rispondere all’appello tanti amici del ragazzo e anche tanti colleghi: Marco lavorava come chimico alla Versalis di Mantova.

I giovani si sono spesi in prima persona per rendere la festa un successo. All’opera anche gli studenti dell’istituto alberghiero di Gazoldo degli Ippoliti che si sono resi disponibili per gestire il servizio. Da quella gara di solidarietà sono arrivati più di 7mila euro, un gruzzoletto che è andato a favore dell’associazione bambini prematuri “Il Coraggio di Vivere” che opera nel reparto di Terapia intensiva neonatale del Carlo Poma diretto dal primario Valeria Fasolato.

Ieri alla consegna dello strumento i genitori non se la sono sentiti di partecipare: troppo forte ancora il dolore. Il protagonista poi doveva essere Marco il cui nome campeggia ora sullo strumento donato all’ospedale come simbolo di una memoria che difficilmente cadrà nell’oblio.

A parlare in vece dei familiari c’era l’amica Cristiana Azzali. «Marco era nato prematuro – ha spiegato – e proprio per il legame che hanno sempre avuto con il reparto che ha curato il figlio nei primi giorni di vita, i genitori hanno scelto di devolvere il ricavato alla neonatologia».

«Non pensavamo di riuscire ad acquistare lo strumento con i fondi raccolti in un solo evento – commenta la Fasolato – ci siamo stupiti noi per primi di tanto amore e partecipazione».

Ora il macchinario va ad affiancare i quattro già presenti, acquistati dall’azienda ospedaliera. «Questi strumenti non sono mai abbastanza. Un solo bambino può averne bisogno anche per un intero mese» conclude il prima.

Barbara Rodella
 

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