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In aula: «Così hanno ucciso il mio cane»

GAZOLDO DEGLI IPPOLITI. Sei anni fa gli hanno ucciso il cane con una fucilata. Ieri mattina è comparso davanti al giudice per raccontare quell’episodio. A processo per quell’uccisione Cesare e...

GAZOLDO DEGLI IPPOLITI. Sei anni fa gli hanno ucciso il cane con una fucilata. Ieri mattina è comparso davanti al giudice per raccontare quell’episodio. A processo per quell’uccisione Cesare e Gianluigi Leonardi, rispettivamente padre e figlio di Gazoldo degli Ippoliti. Per loro due diverse imputazioni: al primo viene contestata la mancata custodia del fucile, un Beretta calibro 20, regolarmente detenuto, al secondo l’uccisione dell’animale. Proprio l’inadeguata custodia del fucile ha permesso al figlio, privo di porto d’armi, di sparare e ammazzare il cane. Questo secondo l’accusa. Nel processo si è costituita come parte civile la Lav (La lega Antivisezione di Roma) rappresentata dall’avvocato Cristian Pasolini che difende anche il proprietario dell’animale. Tutto accade il 23 gennaio 2011. Quella mattina Dago, un incrocio tra un husky e un levriero, cammina al seguito del suo padrone nelle campagne di Gazoldo. Arrivano nei pressi di una cascina e il cane entra nella corte dei Leonardi. Entra e viene colpito a morte. Il padrone accorre, vede la scena e chiede: «Perché l’hai fatto?» Risposta: «Spaventava i miei uccellini». Ma gli uccellini erano chiusi in una grossa voliera di ferro. La sentenza alla prossima udienza.

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