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Il voto libera la voglia di fusioni: tentate Sustinente e Pegognaga

Il risultato positivo dà forza a chi punta sulle associazioni per far nascere municipi più ampi. Il Destra Secchia laboratorio avanzato per le affiliazioni perché formato da piccole entità

MANTOVA. I processi di fusione fra Comuni, sinora frenati dalla relativa novità dello strumento e da timori campanilistici, sono destinati a prendere vigore grazie al positivo esempio di Revere, Villa Poma e Pieve. La timeline più attesa potrebbe essere già il prossimo anno poiché nel 2019 scade il mandato di 42 sindaci, che potrebbero essere tentati dall’avviare fusioni per votare fra due anni annullando così l’impatto negativo del ritorno anticipato alle urne. In pole position il referendum fusione fra Carbonara di Po e Borgofranco sul Po, previsto indicativamente a febbraio. Ma anche l’avio del percorso fra San Giovanni del Dosso, San Giacomo delle Segnate, Schivenoglia e Quingentole, in corso di definizione. E infine si profila fra le possibilità per ora solo individuate una fusione fra Pegognaga e Motteggiana ed una fra Serravalle e Sustinente.

È questa l’opinione degli osservatori politici e di buona parte degli amministratori comunali a commento della positiva fusione approvata dai cittadini con il referendum di domenica scorsa che ha segnato un punto a favore di chi ritiene positive le aggregazioni dei piccoli enti.

Il risultato del referendum 56,6% a favore del sì, 43,4% per il no, fa procedere l’iter che ora vedrà la presa d’atto della Regione, lo scioglimento dei tre consigli comunali fra gennaio e febbraio ed il voto amministrativo in primavera.,

Nel frattempo avanza la nuova fusione nel Destra Secchia, l’area più frammentata della Provincia e che sinora ha dato prova di mettersi alle spalle i campanilismi. Questa sera si terrà la prima assemblea a Carbonara di Po, altre seguiranno a Borgofranco. Sino al primo dicembre i cittadini di questi due comuni potranno presentare osservazione al processo di fusione che si concluderà a febbraio con il referendum e quindi il ritorno al voto a primavera.

«Siamo soddisfatti dell’esito di domenica – spiega il sindaco di Borgofranco Lisetta Superbi –. Pensiamo sia di buon auspicio per la nostra fusione dimostrando che i cittadini tengono ai propri servizi e al territorio capendo che la fusione è solo un’opportunità per preservare in modo democratico quanto c’è. Considerando che tutto quello che adesso c’è, comprese le due Pro Loco, resterà intatto».

Restando nel Destra Secchia, la fusione a 4 fra San Giovanni del Dosso, San Giacomo delle Sengate, Schivenoglia e Quingentole sembra al momento in stand by. Solo San Giovanni ha approvato in consiglio l’atto di indirizzo favorevole alla fusione. Dopo una prima serata, giovedì ci sarà la seconda assemblea, a Schivenoglia, per illustrare il progetto ai cittadini. Il faccia a faccia servirà agli amministratori come test per capire se e quando procedere. A frenare, al momento, la considerazione che la consultazione comunale sull’allevamento intensivo di maiali a Schivenoglia, che ha visto bocciata la proposta del Comune potrebbe riverberarsi negativamente anche sull’idea di fusione. Difficoltà potrebbero nascere anche a Quingentole dove l’opposizione costituita dall’ex sidnaco Alberto Manicardi, pur favorevole alla fusione, sembrerebbe orientata negativamente sulla proposta dei 4 Comuni e più propensa a valutare un avvicinamento con Borgo Mantovano.

Considerando i Comuni che per dimensione non hanno bisogno impellente di fusione (Sermide e Felonica, Poggio Rusco, Ostiglia e Quistello) nel destra Secchia resterà Magnacavallo dove i l sindaco pare intenzionato a chiudere il mandato nel 2019 passando la palla fusione al successore e Serravalle e Sustinente, dove è in atto una Unione di tutti i servizi. «Noi e Serravalle condividiamo ormai tutto, anche s e co n una deroga regionale – spiega il sindaco di Sustinente Michele Bertolini –. Per questo non nascondo che fra le possibilità di evoluzione che stiamo valutando c’è da un lato il coinvolgimento di Ostiglia nella Unione e dall’altro una possibile fusione fra noi e Serravalle. Per ora non c’è nulla di concreto, salvo il dialogo fra le nostre due amministrazioni».

L’Asolano, la zona dell’Alto Mantovano ed il Viadanese hanno una diversa configurazione con Comuni medio grandi (Castiglione, Castel Goffredo, Asola, Viadana) che rendono più complesse le aggregazioni per fusione. L’unico tentativo, Castiglione delle Stiviere e Solferino, non è andato a buon fine. Tutto in questa zona pare al momento fermo, salvo poter subire un’accelerazione il prossimo anno.

Dove potrebbe invece muoversi qualcosa è nel Sinistra Secchia. La bassa, composta da 6 Comuni per ben tre volte ha organizzato degli studi per possibili unioni o fusioni. Al momento questa macchina è ferma. Salvo Pegognaga e Motteggiana. «A gennaio – annuncia il sindaco pegognaghese Dimitri Melli – completeremo la nostra Unione che comprenderà personale e tutte le funzioni fondamentali». A questo punto il passo verso la fusione sarà più breve. E i due sindaci, che non confemano, un pensiero ce lo fanno.
 

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