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Le altre unioni, coinvolti oltre 50mila mantovani

Sono 15 le municipalità interessate da processi di aggregazione 

MANTOVA. Due le fusioni comunali che sono venute a compimento negli ultimi anni nel Mantovano. Altrettante sono quelle invece non andate a buon fine. Due infine quelle che potrebbero svolgersi il prossimo anno. Considerando anche il referendum di ieri sono oltre 50mila i mantovani chiamati in questi anni in 15 Comuni ad esprimersi in merito alla configurazione del proprio territorio,

È questo l’effetto nella nostra provincia delle norme statali che favoriscono ed incentivano la semplificazione amministrativa e la riduzione dei costi della politica, aiutando le municipalità che per storia, tradizione, vicinanza geografica intendono creare un’unica entità.

Nel 2014 a rompere il ghiaccio ci hanno pensato i Comuni di Virgilio e Borgoforte da un lato e di Bigarello e San Giorgio dall’altro. Mentre nel primo caso la fusione è andata a buon fine con la creazione del nuovo Comune di Borgo Virgilio, nel secondo, pur essendosi la maggioranza dei votanti espressi a favore, la fusione non è scattata. La legge regionale, infatti, prevede che se anche uno solo dei contraenti non accetta di fondersi, il “matrimonio” è nullo. Così mentre a San Giorgio i sì hanno stravinto, a Bigarello i no hanno di poco prevalso, facendo fallire la fusione.

A monte anche la creazione di un Comune unico fra Castiglione delle Stiviere e Solferino grazie al forte “no” espresso un anno fa dai residenti del comune più piccolo. La scorsa primavera ha avuto invece effetto positivo la creazione della municipalità di Sermide e Felonica nata da una fusione per incorporazione dei due precedenti Comuni.

E proprio nel Destra Secchia, territorio frammentato in entità piccole e piccolissime, alla creazione di due Unioni comunali (Sei Oltrepò ed Isola Mantovana) è seguita la naturale prosecuzione delle fusioni che ha coinvolto Villa Poma, Revere e Pieve di Coriano (5.566 abitanti complessivamente) e prossimamente Borgofranco sul Po e Carbonara di Po (2.031 abitanti in tutto). Qui le procedure di fusione sono state già avviate e le assemblee informative con i cittadini sono già state convocate.

Un passo più indietro, ma sempre sulla strada della incorporazione dei municipi, sono i territori di Schivenoglia, San Giovanni del Dosso, San Giacomo delle Segnate e Quingentole che sommati fanno 5.246 abitanti.

Anche in questo caso la finalità è quella di consentire più libertà di manovra ai bilanci, grazie agli sgravi ed agli incentivi economici che il governo ha messo sul piatto, ma anche di creare risparmi mettendo assieme le forze.(fr.r.)