Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Referendum fusione: passa il sì, nascerà Borgo Mantovano

Revere, Villa Poma e Pieve si fondono in un unico comune da 5.566 abitanti: si andrà ad elezioni in primavera

REVERE-VILLA POMA-PIEVE. La vittoria dei “sì” al referendum per la fusione indetto dalla Regione fa nascere un nuovo Comune, il 66esimo, nella nostra provincia. Si tratta di “Borgo Mantovano” che sostituisce le precedenti municipalità di Revere, Villa Poma e Pieve di Coriano. Un percorso di fusione fortemente voluto dalle tre amministrazioni comunali e sostenuto anche dalle opposizioni consiliari che nel giro di un anno ha portato all’indizione della consultazione civica. Non amplissimo il margine di scarto, con una forbice inferiore al 10%, ma sufficiente per far procedere l’iter che porterà alla creazione della nuova entità amministrativa che con i suoi 5.566 abitanti si pone come dimensione alla pari di Quistello al quinto posto nel Destra Secchia.



«Un grandissimo risultato – conclude il sindaco di Villa Poma e vicepresidente della Provincia Alberto Borsari – ci abbiamo creduto fino in fondo ed abbiamo ottenuto un risultato fondamentale non solo per i nostri tre comuni, ma per l’intero territorio. Il destra secchia ora può sentirsi più forte e può crescere ancora di più. Per noi la felicità è a livelle incredibili ed adesso auspichiamo che tutti i cittadini collaborino per far crescere questo nuovo comune». Per Borsari «il destra secchia è un territorio che spesso viene giudicato in modo negativo rispetto agli altri del Mantovano. Ma abbiamo dimostrato che quando vogliono, i cittadini sono uniti e forti e raggiungono gli obiettivi».



A dato acquisito, poco dopo le 24.30, all’interno del municipio di Villa Poma, dove sono confluiti tutti e tre i sindaci ed altri colleghi e cittadini della zona, è scattato un applauso spontaneo. Un segnale che ha sciolto la tensione di queste ultime settimane di campagna referendaria dove non sono mancate frecciate ed attacchi politici. «La nostra sconfitta è di misura – commenta a caldo il referente del comitato del no Alberto Longhini, di Revere –. Non abbiamo nulla da rimproverarci perché siamo abbondantemente oltre il 40% dei suffragi nonostante avessimo contro le tre amministrazioni comunali compatte ed anche le opposizioni comunali. Avevamo capito subito che molti cittadini avrebbero fatto fatica a schierarsi contro il proprio sindaco. Noi abbiamo cercato di ribadire il concetto che con questa fusione si perde l’identità territoriale. Impegni in vista delle future elezioni? Non credo proprio. Il nostro comitato aveva uno scopo rivolto al referendum».

Soddisfazione è stata espressa anche dal neosindaco di Sermide e Felonica, Mirco Bortesi e dalla sua vice Annalisa Bazzi giunti a Villa Poma per congratularsi con i colleghi amministratori. «I cittadini hanno capito la grande opportunità che le fusioni oggi rappresentano per piccoli territori».E la vittoria del sì potrebbe costituire un buon viatico per le due fusioni che si avvicinano sempre nel destra secchia: quella fra Borgofranco e Carbonara e quella fra Schivenoglia, Quingentole, san Giovanni del dosso e San Giacomo, che è ai nastri di partenza.

Concretamente ora la Regione, prendendo atto del risultato del voto referendario scioglierà le tre amministrazioni comunali. Dall’inizio del prossimo anno arriverà un commissario che governerà avvalendosi della collaborazione dei tre sindaci per portare il nuovo comune al voto la prossima primavera. Come avvenuto anche per Sermide e Felonica, rimarranno i municipi per le funzioni di base delle singole amministrazioni e per i rapporti di base con i cittadini.