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Assalti notturni con calci e pugni

A processo un uomo di 31 anni per le rapine in villa a Quistello e Roverbella

QUISTELLO. Due anni fa hanno seminato il terrore con i loro assalti in villa. Furie criminali che hanno lasciato dietro di sé drammatiche scie di sangue e di dolore. Grazie al lavoro dei carabinieri sono stati identificati. Ma solo uno su quattro dovrà fare i conti con la giustizia, perché gli altri tre si sono resi irreperibili. Si tratta di Gheorghe Caldararu, 31 anni, di origine romena come i complici che hanno fatto perdere le loro tracce. Ieri mattina il giudice per le indagini preliminari l’ha rinviato a giudizio per rapina aggravata, lesioni gravi e porto abusivo di armi.

Il primo violentissimo assalto è stato messo a segno il 19 febbraio 2015 a Roverbella ai danni dei coniugi Ermanno Guglielmi, all’epoca 75enne e della moglie Virginia di 67, poi finita in ospedale. Quella sera lui e la moglie sono stati aggrediti e picchiati dai quattro banditi con il cappuccio della felpa a nasconderne il volto. I due coniugi erano in cucina a guardare la televisione, quando i quattro sono entrati da una finestra dopo aver forzato le serrature.

Alla vista della donna hanno reagito di scatto, senza pietà, spingendola a terra e colpendola a calci. Poi hanno raggiunto il marito sferrandogli un violento pugno alla mascella e puntandogli una forbice alla gola. Cercavano la cassaforte ma non c’era e se ne sono andati con poco più di duecento euro, quattro anelli sfilati dalle mani della donna, due cellulari e le catenine d'oro.

Tre mesi dopo, la sera del 5 maggio, fanno irruzione nella casa di Bruno Chieregati, 89 anni, e della moglie Marta Verri, 84 anni, a Quistello. I due anziani sorpresi nel sonno vengono rapinati e presi a bastonate per meno di duecento euro.

Come furie si sono gettati su marito e moglie, picchiandoli per farsi dire dov'erano denaro e cassaforte. Hanno buttato all'aria tutta l'abitazione; mentre uno dei banditi teneva a bada i due coniugi sotto la minaccia di un bastone, gli altri due si erano divisi le stanze alla ricerca di denaro e preziosi.

Inutilmente l’anziano padrone di casa li ha supplicati di smetterla, di andarsene, ma è stato subito zittito e preso a bastonate per aver osato aprir bocca. Dopo averli picchiati e derubati di duecento euro e qualche gioiello, sono fuggiti chiudendoli in camera e bloccando la serratura con una sedia. (gol)