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Chimica Pomponesco. I comitati chiedono il piano d’emergenza dell'azienda

Gli ambientalisti: l’attuazione deve essere verificata. Era stato approvato in prefettura lo scorso settembre 

POMPONESCO. I comitati ambientalisti del territorio chiedono sia verificata l’attuazione del Piano di emergenza esterno (edizione 2016) dell’azienda Chimica Pomponesco. «È ormai trascorso più di un anno dall’approvazione».

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Una comunicazione è stata inviata nei giorni scorsi al sindaco di Pomponesco, al prefetto di Mantova, al Comitato tecnico regionale lombardo e, per conoscenza, alla Procura di Mantova. Il Piano di emergenza esterno era stato approvato con decreto prefettizio del 21 settembre 2016. «A distanza di oltre un anno - intervengono l’associazione “Noi, Ambiente, Salute” e il comitato intercomunale “Per la qualità della vita” Dosolo - chiediamo quali attività siano state intraprese dal primo cittadino e dagli altri organi responsabili, nei termini di legge, per informare pubblicamente la popolazione del contenuto del Piano e delle azioni da intraprendere in caso di incidente».

Obiettivo del Piano è di assicurare il massimo contenimento possibile degli effetti derivanti sul territorio ed alla popolazione da un'eventuale emergenza. Il documento si focalizza su una serie di questioni: la previsione e la verifica della concreta predisposizione di adeguati sistemi di allarme alla popolazione residente; l'allestimento, anche a livello cartografico, della viabilità e della disposizione di unità e mezzi di soccorso; l'informazione alla popolazione (effetti sulla salute e condotte di autotutela).

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I referenti dell’associazione, Mariateresa Anzola, e del comitato, Luca Gozzi, chiedono si entri nei dettagli: «Quali dispositivi di allarme sono stati installati per avvisare la popolazione di un eventuale incidente rilevante, anche alla luce di quanto accaduto il 20 luglio scorso (quando lo scoppio di un serbatoio provocò ingenti danni strutturali al capannone coinvolto; ndr)? Quali e quante esercitazioni sono state effettuate, per verificare la corretta applicazione di quanto previsto dal Piano?».

La redazione ed approvazione di questo genere di Piani prevede un iter consultivo, aperto alla popolazione. «Chiedono un riscontro alle articolate osservazioni da noi presentate - concludono gli ambientalisti - ed agli impegni assunti dagli enti preposti nel corso dell’incontro in Prefettura del 15 settembre 2016». (r.n.)
 

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