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Nella rete dei debiti Dai commercialisti un aiuto per uscirne

L’Ordine lancia il suo Organismo di composizione della crisi Sconti fino all’80% per chi è rimasto travolto senza colpa 

Si regge sulle spalle (e le competenze) di una quarantina di professionisti l’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento messo in piedi dall’Ordine dei dottori commercialisti di Mantova, e autorizzato dal ministero in gennaio. La legge di riferimento è la numero 3 del 2012, nota come salva-suicidi perché offre una via d’uscita a chi, per un inciampo del destino, si è trovato sommerso dai debiti senza colpa né via d’uscita. La norma, che permette di abbattere il muro dei debiti fino all’80%, è del 2012, l’apice della crisi che tante vite ha spinto giù nel baratro di una disperazione di sola andata, ma tra l’enunciazione del principio, la correzione via decreto e il regolamento attuativo sono trascorsi quattro anni abbondanti. E ancora oggi gli Organismi di composizione della crisi sono pochi, 130 lungo tutto lo Stivale.

«Vogliamo metterci al servizio del territorio, dimostrando che non ci occupiamo soltanto di questioni fiscali – scandisce il presidente dell’Ordine dei commercialisti, Stefano Ficarelli, a proposito dell’Organismo di Mantova – siamo anche disposizione dei cittadini che si trovano in stato di difficoltà». Responsabile dell’Organismo è la commercialista Rosalia Zito, e per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria dell’Ordine ai numeri 0376-328355 e 0376-365906.

Per capire esattamente di cosa si parla occorre orientarsi tra le curve e gli spigoli della legge. Innanzitutto, per sovraindebitamento s’intende «una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni». Uscirne si può, attraverso una procedura articolata che, nei casi positivi, approda all’esdebitamento con uno sconto anche robustissimo (l’80% di cui sopra). La premessa è che il sovraindebitato sia incolpevole: possono ricorrere alla procedura sia i consumatori sia gli imprenditori non fallibili («sotto soglia» il termine tecnico).

Cosa deve fare il sovraindebitato? Il primo passo è rivolgersi a un avvocato perché lo consigli e lo aiuti a compilare un piano del consumatore (una proposta d’accordo, nel caso dell’imprenditore). Per la consulenza ci si può rivolgere anche ad associazioni come Federconsumatori e Asas (Associazione italiana sovraindebitati). Quindi si offrono due alternative: la più lunga prevede la presentazione di un’istanza al presidente del Tribunale per la nomina di un Organismo di composizione, la più veloce consente di rivolgersi direttamente all’Organismo, che poi si rapporterà con il Tribunale. Ed entro l’anno a quello dell’Ordine dei commercialisti dovrebbe aggiungersi anche l’Organismo progettato dai Comuni di Marcaria, Poggio Rusco e Castiglione delle Stiviere.



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