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Oltre metà degli operai erano clandestini: chiusi altri due laboratori

Lavoro nero in crescita: scoperte dai carabinieri due nuove attività, denunciati i titolari cinesi

GOITO. Continua imperterrita, l’attività di carabinieri e Ispettorato del lavoro per stroncare un fenomeno dilagante anche nella nostra provincia: il lavoro nero. Nell’agosto dell’anno scorso era stata istituita un’apposita task force, formata da prefettura, tutte le forze dell’ordine, Camera di Commercio, Inail, Inps, Ispettorato del lavoro proprio per cercare di arginare un trend in crescita di questo reato, che trova terreno particolarmente fertile nel cosiddetto distretto della calza, dove operano numerose piccole e medie imprese del tessile, il più delle volte gestite da cinesi. Grazie quindi alla incessante attività dei carabinieri, gestiti dalla Compagnia di Castiglione delle Stiviere comandata dal maggiore Toni, di laboratori cinesi, negli ultimi mesi, ne sono stati chiusi svariati, quasi uno a settimana.

Lunedì mattina l’ennesimo blitz è scattato a Goito, via Monsignor Ghidoni, zona parte residenziale parte artigianale del paese, dove sono stati scoperti ben due laboratori che impiegavano manodopera clandestina. Si tratta di due imprese tessili vicine e probabilmente collegate tra loro, gestite da due uomini, un 47enne e da un 46enne cinesi, residenti in zona. Sui sedici operai, uomini e donne, trovati complessivamente al lavoro nei due laboratori, ben nove, quindi oltre la metà erano irregolari sul territorio nazionale, dei clandestini.

Lavoratori sottopagati, privi di ogni tutela, spesso ricattati proprio a causa della loro illegale condizione su suolo italiano, costretti a lavorare più ore di quanto preveda qualsiasi contratto, obbligati a vivere nell’ombra, a non uscire per non rischiare di incappare in controlli delle forze dell’ordine, costretti a vivere in promiscuità, in “case di cartone” realizzate dentro gli stessi laboratori o di fianco, dove in pochi metri trovano posto cucina-stanza da letto-bagno, camerette realizzate il più delle volte con semplici tramezze di cartone in cui convivono uomini e donne. I nove trovati dai carabinieri di Goito e Gazoldo a lavorare sulle macchine da cucire sono stati invitati a presentaresi in questura per le pratiche di espulsione. I due titolari, si diceva, sono stati denunciati per sfruttamento di manodopera clandestina ed entrambe le attività sospese con sequestro dei laboratori. L’Ispettorato del lavoro inoltre ha contestato ai due imprenditori violazioni amministrative, per cui dovranno sborsare 35mila euro di multa. (dm)

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