Quotidiani locali

mantova

Polemiche sulla Baroni: "Aiuti post-sisma dovuti"

Il Pd insorge contro il consigliere regionale forzista dopo le sue dichiarazioni. Critiche anche dai sindaci del cratere, ma quelli del centrodestra la difendono

MANTOVA. Una vera e propria bufera. È quella scatenata dalle dichiarazioni del consigliere regionale di Forza Italia nonchè coordinatore provinciale del partito, Anna Lisa Baroni, sulla scarsa affluenza al referendum nei Comuni terremotati della bassa. «La Regione - ha affermato l’azzurra - ha dato tante risorse e i loro cittadini non sono andati a votare. Sono ferita».

Parole che nel centrosinistra sono state giudicate un autogol. Ad insorgere sono i vertici del Pd e diversi sindaci. Il segretario provinciale e i segretari di tutti i circoli, in un comunicato, «condannano fermamente le dichiarazioni della Baroni, infelici e forse il risultato della rabbia post voto». E ricordano che il consigliere regionale forzista, «nel momento in cui si è trovata a svolgere il ruolo di commissario per la ricostruzione e a distribuire i fondi arrivati alla Regione dallo Stato, ha fatto semplicemente ciò che è stata chiamata a fare nella sua veste istituzionale».

Come dire: «Non può esserci un do ut des, tra fondi dovuti e voti ad un referendum. Questo offende l’intelligenza prima di tutto dei cittadini, che sono liberi di scegliere sempre. E la Baroni, con la sua uscita non ha fatto altro che rimarcare l’aspetto propagandistico che sottaceva al referendum. L’autonomia è una cosa seria e deve vedere i nostri amministratori coinvolti nella discussione al di là delle appartenenze politiche». Molto critico anche il deputato del Pd Marco Carra. «Nella dichiarazione della Baroni - sottolinea -, fuori luogo e rivelatrice del fallimento del referendum, si legge un atteggiamento scambista della politica, cioè “io do una cosa a te (soldi), tu dai una cosa a me (voti)”, quando invece la buona politica deve essere rivolta alle esigenze dei cittadini e non un mezzo per avere qualcosa in cambio».

E rimarca: «I cittadini non si lasciano intimorire da messaggi un tantino volgari». Ricorda anche la «mistificazione della realtà» che la Baroni ha fatto parlando di fondi regionali per il sisma quando, invece, «la stragrande maggioranza è stata erogata dal governo». Per Carra è necessario che il Pd assuma «una forte iniziativa nei confronti dei territori terremotati per rimettere in ordine le cose. Sarebbe opportuno che il candidato del Pd alla presidenza della Regione Giorgio Gori andasse quanto prima lì». Bacchettano la Baroni anche i sindaci di Pegognaga e Gonzaga chiamati direttamente in causa, ma senza affondare il colpo. Così come altri del centrosinistra che, comunque, dovranno ancora collaborare con l’esponente di Forza Italia per chiudere la fase della ricostruzione post sisma. «Prima di tutto - dice Dimitri Melli, primo cittadino di Pegognaga - i soldi sono di Roma. Ricordo, poi, che in questi anni si è collaborato senza distinzioni politiche. Con la Regione abbiamo fatto un ottimo lavoro di squadra che deve continuare.

Quella della Baroni è una polemica inutile». Claudio Terzi, sindaco di Gonzaga, si dice «sorpreso» dalle parole del consigliere regionale, «ma non voglio entrare in polemica perché sul terremoto abbiamo fatto e stiamo facendo un grosso lavoro, e ci siamo tutti». Parla di «uscita infelice» anche il sindaco di Moglia Simona Maretti, senza tuttavia affondare il coltello nella piaga: «La Baroni si impegna molto nel suo ruolo commissariale e forse erano alte le sue aspettative di vedersi riconosciuto il lavoro. Non è riuscita a spostare gli equilibri politici, ma noi sindaci non abbiamo condizionato il voto».

Poi, quasi ad incoraggiarla: «Non dia una lettura “non mi hanno votato, ho lavorato male”; forse c’è stato poco interesse sul referendum». I sindaci di centrodestra difendono la Baroni. Roberto Lasagna di San Benedetto Po, uno dei Comuni dove l’affluenza alla urne è stata più bassa: «Le parole della Baroni? Sue considerazioni. Io non sono d’accordo sulla strumentalizzazione partitica del referendum e si doveva andare a votare». E Fabio Zacchi di Poggio Rusco: «Ricordo che qui c’è stata l’affluenza maggiore di tutta la Bassa. Poi, autonomia e sisma sono due cose da tenere separate, ma sono fuori luogo le accuse di voto di scambio».

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista