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Mantova, bimbo non vaccinato escluso da scuola: i genitori fanno ricorso al Tar

Il piccolo, tre anni, non è stato accettato alla materna di Porto Mantovano: la famiglia si affida agli avvocati 

PORTO MANTOVANO. Poter scegliere, non essere costretti a subire un’imposizione sulla pelle dei propri figli. È questo il contenuto del ricorso che una famiglia di Porto Mantovano si è vista costretta a presentare contro l’Istituto comprensivo Monteverdi di Porto Mantovano per l’esclusione del proprio bimbo di tre anni, non vaccinato, dalla scuola materna.

Vaccini obbligatori, come mettersi in regola per l'ingresso a scuola I genitori devono presentare il libretto vaccinale alla scuola entro il 10 settembre per nidi e materne ed entro il 31 ottobre per le scuole dell'obbligo. Sono previste multe per i genitori inadempienti e l'esclusione dei figli. I bambini possono essere esonerati, per motivi di salute, con un certificato. Ecco cosa c'è da sapere per non farsi trovare impreparati all'inizio dell'anno scolastico (a cura di Cinzia Lucchelli)


Questa famiglia in modo netto e convinto ha detto no ai vaccini per il figlio, che avrebbe dovuto fare l’ingresso alla scuola d’infanzia a settembre. Il Comprensivo, in ottemperanza alla legge vigente e di fronte al rifiuto dei genitori di presentare i documenti necessari entro il 31 ottobre, ma anche l’autocertificazione con la promessa di regolarizzare la situazione entro il 10 marzo 2018, ha consegnato alla famiglia la lettera in cui si vieta l’ingresso del piccolo alla materna. Questa è la prassi, è quanto la scuola è tenuta a fare.

Vaccini, vero e falso: cosa c'è da sapere Non indeboliscono il sistema immunitario, non contengono sostanze tossiche e non causano l'autismo. Una diminuzione della copertura vaccinale comporta la recrudescenza di alcune malattie come il morbillo. L'Istituto superiore della sanità fa chiarezza sul tema dei vaccini (a cura di Cinzia Lucchelli)


I due genitori ne sono consapevoli e non se la prendono con il dirigente di Porto Mantovano o le maestre o il sindaco, che hanno solo seguito le direttive, ma ce l’hanno con la legge 119 del 31 luglio 2017 e il relativo Piano nazionale di prevenzione nazionale. E per dare un segnale e sostenere il diritto di poter scegliere si sono affidati ad un legale, o meglio all’associazione Avvocato in famiglia che, il 20 ottobre, ha presentato ricorso al Tar del Lazio.

Vaccini a scuola, dubbi (e risposte) per i genitori Cosa prevede la legge che rende obbligatori i vaccini per l'ingresso a scuola? Cosa succede ai bambini non vaccinati? Come attestare l'esenzione per malattia? Sono tante le domande dei genitori da quando per legge dieci vaccini sono diventati obbligatori per l'ingresso a nido e scuola: eccone qualcuna, con le risposte (a cura di Cinzia Lucchelli)


«Io ho due figli - ci racconta la mamma del piccolo, che chiameremo Luca (nome di fantasia) - Il più grande, di sette anni, l’ho fatto vaccinare. Poi in famiglia abbiamo avuto dei problemi con le vaccinazioni. Mio nipote ha sviluppato disturbi neurologici, con buona probabilità provocati dalle vaccinazioni. Per cui, quando ho avuto il mio secondo figlio, ho deciso che non lo avrei fatto vaccinare. Il mio Luca sta benissimo, è un bambino sano e merita di stare con gli altri bimbi. Però non ci può essere imposta la vaccinazione, è una violazione dei nostri diritti e un ricatto. Noi genitori dobbiamo poter scegliere e non è giusto che a farne le spese siano proprio i piccoli».

Luca e la sua mamma a settembre hanno fatto i tre giorni di inserimento. Luca si è trovato subito bene a scuola. «Mi spiace molto che lui non possa entrare alla materna e stare insieme agli altri bambini. Per fortuna mi posso permettere di tenerlo a casa: io e mio marito lavoriamo entrambi, ho i nonni e pago una baby sitter. Ma chi non può? Perché deve sottostare per forza a questo obbligo? Perché deve subire senza avere la possibilità di tutelare i propri bambini?».

Avvocati in famiglia - ci spiega una delle assistenti, Giulia Fiorentini - sta facendo proprio questo: si sta facendo portavoce di queste famiglie che da sole non possono nulla. Sta raccogliendo cioè, in giro per l’Italia, casi simili (finora sono una sessantina) e per avere più forza ed efficacia li riunisce e presenta ricorsi collettivi. «Non andiamo contro nessuno, chiediamo però il diritto all’esenzione da questa pratica vaccinale, che è un vero e proprio Tso, sostenendo il diritto alla libera scelta».
 

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