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Che fastidio le cimici, ma oltre al disagio l’invasione delle specie aliene danneggia l’ambiente, l’economia e minaccia la salute

Nuovo allarme coldiretti per le cimici asiatiche che causano danni nelle aziende agricole con perdite fino al 40% dei raccolti di mele, pere e pesche. Ma la progressiva diffusione di questi insetti è solo la punta dell’iceberg. Il numero di specie aliene è cresciuto negli ultimi 30 anni del 96% in Italia. Un progetto finanziato dall’Unione Europea sta mettendo a punto una strategia regionale per frenare e gestire la loro diffusione

MANTOVA. Che fastidio queste cimici asiatiche. Le troviamo tra le tende, nelle pieghe dei panni stesi, in qualsiasi fessura della casa, a volte persino tra le coperte. Sono tornate con una triste puntualità a cercare riparo per l’inverno tra le mura domestiche, ma questi disagi sono solo la punta dell’iceberg. Questa cimice originaria dell’Asia è un flagello per gli ecosistemi e per i campi coltivati. Secondo Coldiretti quest’anno la situazione è drammatica soprattutto nel Nordest, tra Friuli e Veneto.  Nei frutteti ha causato perdite fino al 40% del raccolto. Favorita anche dai cambiamenti del clima degli ultimi anni questa cimice è molto difficile da contenere.

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Il fenomeno delle cimici asiatiche è solo un esempio di invasioni biologiche, un problema crescente esteso a tutto il mondo. L’uomo con le sue attività continua a spostare piante e animali, che fuori della propria zona d’origine vengono dette specie “aliene”.  Se queste specie aliene iniziano a riprodursi anche nel nuovo territorio e la loro diffusione causa danni alla biodiversità, allora si parla di specie aliene invasive. Una invasione biologica può distruggere i delicati equilibri naturali preesistenti e causare la scomparsa delle specie native.

Le specie invasive producono un danno economico e sociale stimato in oltre 12 miliardi di euro annui nella sola Unione Europea . Il fenomeno è ben evidente anche nel Mantovano. Ad esempio, la diffusione incontrollata del gambero della Louisiana, presente con continuità nel bacino del fiume Mincio, oltre a danneggiare le popolazioni di pesci ed anfibi, mette a rischio le coltivazioni di riso e danneggia gli argini dei canali di bonifica. L’aliena Vespa velutina avvistata da poco anche nel Mantovano, distrugge gli alveari danneggiando gli apicoltori. La nutria è già tristemente nota per i danni all’agricoltura e alla biodiversità, vista la sua abitudine di scavare gallerie danneggiando argini e vegetazione palustre e la sua alimentazione erbivora.

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Le invasioni biologiche possono rappresentare anche un pericolo per la salute diffondendo patogeni prima non presenti,  come la recente apparizione della malattia tropicale virale Chikungunya, trasmessa dalle zanzare , con un primo caso il mese scorso anche nel Mantovano .

La provincia di Mantova mette a disposizione le cosiddette liste nere di vegetali ed animali . Ma sono aggiornate alla legge regionale del 2008 : l’elenco ad oggi è sicuramente molto più lungo. Aggiornarlo è uno degli obiettivi progetto LIFE GESTIRE 2020 che si occupa di tutelare la biodiversità in Lombardia. Il progetto inoltre raccoglie tutti gli studi condotti in passato sul nostro territorio così da definire le azioni prioritarie per la prevenzione e contrastare la diffusione delle specie aliene invasive.

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Come, noi cittadini possiamo contribuire a frenare l’avanzata degli invasori? Il progetto LIFE ASAP finanziato dall’Unione Europea si sta proprio occupando di coinvolgere i cittadini per spiegare le problematiche legate alle specie aliene invasive, per ridurne l’introduzione e contenerne gli impatti sul territorio italiano. Ecco i loro consigli:

·         Segnalare tempestivamente ogni presenza anomala è una delle poche armi efficaci contro le specie invasive. C’è anche una App per farlo ( IAS ).

·         Evitare di comprare specie aliene invasive come animali da compagnia e, soprattutto, non liberarle nell’ambiente (la tartaruga dalle guance rosse è l’esempio più classico).

·         Scegliere piante locali per abbellire il proprio giardino o almeno avere cura che quelle di origine diversa non si diffondano nell’ambiente circostante

·         Collaborare in azioni di rimozione (ove possibile) delle specie più dannose per permettere il recupero degli ambienti naturali originali.

E per quanto riguarda le cimici asiatiche: non aiutiamole a passare l’inverno a casa nostra. Zanzariere su porte e finestre dovrebbero frenarle e se riescono ad entrare, seppure hanno un odore sgradevole, bisogna eliminarle.

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*Laureata in Biologia nel 2004, ha conseguito il dottorato di ricerca in Ecologia e Conservazione della Biodiversità pochi anni dopo a Roma, sua città natale. Negli ultimi 5 anni ha svolto attività di ricerca prevalentemente in ecologia, in Italia e all’estero. Ora si è convertita alla comunicazione della scienza con particolare riferimento a temi ambientali. Questo blog nasce per la sua passione di condividere e promuovere la cultura scientifica, con uno stile divulgativo semplice, accattivante ma rigoroso.

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