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MANTOVA

Città a misura di bici: si parte dalle scuole

Ciclopedonale per la Nievo e area scarico figli per i genitori al volante. Piste a doppio senso per legare il centro ai quartieri e 30 all’ora ovunque. Ecco le proposte dei piani della mobilità sostenibile e del traffico

MANTOVA. Una rete di ciclabili che arrivi fino a Dosso del Corso, Pompilio, Cittadella e Lunetta per collegare in sicurezza i quartieri al centro cittadino; ciclopedonali a doppio senso a partire da via Chiassi, corso Pradella e corso Garibaldi; aree riservate al “kiss and ride” o “kiss and go” ad esempio in viale Risorgimento per i genitori che non possono rinunciare all’auto per allungare i figli a scuola; percorsi pedonali e a due ruote protetti per i pedibus (si parte da via Sauro); ztl a tempo là dove l’ubicazione della scuola lo consente come alla Martiri; estensione delle “zone 30 all’ora” in tutta la città con dissuasori che costringano i veicoli a rallentare; potenziamento del trasporto pubblico nei collegamenti con l’hinterland; interventi mirati perché attraversare piazza Cavallotti e piazzale Gramsci non sia più un terno al lotto. Partono dalla fotografa dei flussi di traffico che nelle ore di punta escono ed entrano in città, le proposte degli ultimi due tavoli di discussione (su “mobilità attiva” e “mobilità passeggeri”) riuniti per la redazione di Piano della mobilità sostenibile (Pums) e Piano urbano del traffico (Put) del Comune di Mantova.

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«Una fotografia dei flussi di traffico - spiega l’assessore Andrea Murari - che ci dice che il centro è un grande polo attrattore di un’utenza diretta a scuole, attività commerciali, uffici». A questa si aggiungono gli studi sui tempi di percorrenza a piedi, in bici, in auto e in bus da cui sulla carta emerge che la bici è il mezzo più veloce sotto i 4 chilometri, che sotto il chilometro si fa prima a piedi e che oltre i 4 il trasporto pubblico è l’unica opzione sostenibile: «Il tema è rendere più sicuri e fruibili questi percorsi alternativi all’auto, insomma mettere il cittadino nelle condizioni di scegliere bici, spostamenti a piedi e bus migliorando l’offerta».

Ma ecco nel dettaglio le proposte che entro fine anno verranno tradotte in un Piano tecnico da sottoporre ad osservazioni e quindi al consiglio comunale.

SCUOLE: SI PARTE DALLA NIEVO. Uno dei primi provvedimenti da attivare in tempi brevi, assicura Murari, riguarda gli enormi flussi di traffico diretti ogni giorno alle scuole Nievo e Sacchi, in via Tasso e in via Frattini. Le rilevazioni e le successive simulazioni dei tecnici di Mobility in Chain dicono che la creazione di una ztl a tempo chiudendo alle auto via Sauro e via Frattini sposterebbe il problema su via Vittorino da Feltre, via Dugoni e via Chiassi con un incremento di traffico del 500%. Dati a cui vanno aggiunte considerazioni di buon senso: non tutti i genitori possono raggiungere le scuole in bici o a piedi sia per la lontananza dei plessi da casa sia per il peso eccessivo degli zaini (problema quest’ultimo da decenni all’ordine del giorno delle assemblee genitori di elementari e medie e mai risolto). 

Di qui la scelta di creare punti di carico e scarico dei bambini (detti “kiss and ride”), che non interferiscano con la viabilità, in viale Risorgimento da cui far partire una ciclopedonale a doppio senso in via Nazario Sauro e un servizio pedibus che accompagni gli alunni per i restanti 270 metri fino all’ingresso della Nievo. Diversa la soluzione prospettata invece per la primaria Martiri di Belfiore dove la ztl a tempo sperimentale non ha avuto ripercussioni sulla viabilità di altre zone: si punta a stabilizzarla, allargandola e dotandola di aree di sosta veloce per i genitori al volante.

PIÙ CICLABILI E A DUE SENSI. Uno degli obiettivi del Pums è la cosiddetta “ciclabilità diffusa” raggiungibile innanzitutto riempiendo i buchi di una rete cittadina discontinua ed estendendola verso periferie e comuni limitrofi. Gli assi portanti da realizzare e considerati prioritari per collegare i quartieri al centro percorrono strada Chiesanuova verso Dosso del Corso, viale Pompilio, viale Piave, strada Paiolo, arrivano a Lunetta, Ponte Rosso, Cerese, Levata, Montanara.

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Dai tavoli sono emersi inoltre elementi di criticità nelle ciclabili a senso unico adottate dal Biciplan: con il senno del poi (via Chiassi insegna) oggi si punta al doppio senso come a ciclopedonali nelle strade dove marciapiede sommato a una corsia per bici non ci staranno mai. In questo senso si interverrà sulla ciclabile di via Chiassi e su quella da realizzare in corso Garibaldi. E i ciclisti lepre? Chi vorrà pedalare in fretta dovrà rimanere in strada, le ciclopedonali saranno riservate ai “ciclisti tartaruga”.

LIMITE 30 Km/h. L’obiettivo è estendere le zone 30 km/h all’intera città «e non solo attraverso la segnaletica - precisa Murari - ma realizzando interventi fisici di moderazione della velocità». Interventi che vanno dagli attraversamenti rialzati alle minirotatorie, ai restringimenti di carreggiata.

IPOTESI CICLOSTAZIONE. Tra le proposte anche un parcheggio chiuso e protetto per chi lascia la bici in stazione e una maggiore diffusione di rastrelliere oggi concentrate in centro.

E CHI VA A PIEDI? Un ampio capitolo riguarda la pedonalità «che deve essere garantita in totale sicurezza soprattutto in centro e per l’accessibilità ai servizi». I primi interventi in programma riguardano ad esempio gli attraversamenti di piazza Cavallotti e piazzale Gramsci. E non mancheranno le domeniche a piedi.

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