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Più bus dall’hinterland per chi lavora in città

Rafforzamento dei collegamenti con l’hinterland e offerta capillare in città: questi i due obiettivi del Piano urbano della mobilità sostenibile

MANTOVA. Rafforzamento dei collegamenti con l’hinterland e di un’offerta capillare in città: questi i due obiettivi del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) al capitolo “trasporto pubblico locale”. Tradotto: più bus per i paesi della Grande Mantova e nessun taglio di fermate in città (anzi). D’altronde lo stesso rapporto Anci presentato nei giorni scorsi a Catania alla conferenza per la mobilità sostenibile lo dice a chiare lettere: in auto si hanno emissioni fino al 1.700% superiori ai bus.

In sostanza la proposta è potenziare il servizio là dove ci sarebbe un reale margine di incremento dell’utenza: negli spostamenti superiori ai quattro chilometri ovvero quelli che quotidianamente portano studenti e lavoratori in città. Dagli studi effettuati emerge che l’81% di coloro che raggiungono in auto la città dall’hinterland potrebbe passare al trasporto pubblico. «Oggi ha senso lavorare sulle connessioni con i comuni della cintura: è qui che c’è spazio di miglioramento - precisa l’assessore Andrea Murari - mentre all’interno della città il trasporto pubblico serve soprattutto per le utenze deboli come gli anziani che hanno bisogno di un servizio soprattutto capillare».

Questo significa da una parte offrire un servizio più frequente per gli spostamenti sistematici (scuola, lavoro) e dall’altra coprire in città anche le tratte “meno produttive”, perché scarse di passeggeri, per garantire accessibilità al centro cittadino anche alle fasce deboli.

Tra gli obiettivi a breve termine inoltre: risoluzione delle criticità relative alle fermate passanti di viale Montello e viale Risorgimento, rinnovo del parco mezzi e ammodernamento della flotta, intermodalità bus-bici, corsie preferenziali. Tra la prima periferia e il centro viene infine proposto di intensificare il servizio delle navette di collegamento con i parcheggi scambiatori ma in questo caso, è stato precisato, non si tratta di un’alternativa al trasporto pubblico bensì di politiche della sosta. Tema, quest’ultimo, che verrà affrontato nel tavolo in programma l’8 novembre.

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