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Un resort di lusso nell’ex tonnara

Cordata mantovana ottiene l’ok per l’acquisto dell’isola di Capo Passero. Investimento da 25 milioni

MANTOVA. Una cordata mantovana pronta ad acquistare un intero isolotto nel sud della Sicilia, l’isola di Capo Passero, per costruire un resort di lusso in uno dei luoghi più incantevoli dell’intera Trinacria dove Mediterraneo e Ionio si incontrano. Un paradiso che lo scrittore Mario Soldati aveva annoverato fra «i luoghi più belli del mondo». Un investimento di 10 milioni di euro per l’acquisto dell’intera isola e della vicina tonnara sulla terraferma, e altri 15 per costruire il complesso alberghiero che la Soprintendenza ha autorizzato ritenendolo estremamente rispettoso dei luoghi, della cultura e della storia delle tonnare siciliane.

Chiusa nel 1965, dopo 50 anni di abbandono, la tonnara rivivrà grazie a un progetto che prevede 110 stanze con bar, ristorante, centro benessere, piscine e solarium. Sul vicino isolotto, interamente acquistato, saranno invece sistemati gli ex magazzini per ricavarne una dependance con 18 suites esclusive e un ristorante d’eccellenza.

L’iniziativa è di un pool di architetti e ingegneri mantovani. Referente è lo studio del geometra Franco Veneziani, in via Arrivabene a Mantova. «La cosa è nata quasi per caso nel 2014 – racconta – eravamo in vacanza con un gruppo di amici in questa zona dove il mare è stupendo. Essendo del settore, ci siamo chiesti perché non venivano valorizzati beni stupendi come l’ex tonnara e la vicina isola. E siamo partiti quasi per scherzo, per goliardia».

Uno “scherzo” che dopo tre anni ottiene, il 31 agosto scorso, l’ok definitivo, con i complimenti della Soprintendenza di Siracusa e del Comune di Portopalo di Capo Passero. Prima della cordata mantovana, in molti avevano tentato l’impresa, ma erano stati bocciati. «Noi ci abbiamo messo il massimo impegno nel rispettare la storia e la tradizione architettonica della zona – spiega Veneziani – e credo che abbiamo colto nel segno perché non procederemo a nuove costruzioni, ma solo a un restauro e a una riqualificazione dell’esistente. La chiave del successo che ha permesso alla Soprintendenza di dare un convinto ok».

Il preliminare con il proprietario dell’isola, 630mila metri quadri (esclusa una fortezza spagnola che è demaniale), Francesco Bruno di Belmonte, è già stato firmato e manca solo l’ultimo ok il prossimo mese con il progetto definitivo in mano. Qui le dependances occuperanno quasi duemila metri quadrati. Sulla terraferma, accanto ai quasi 7.400 metri quadrati della tonnara si avranno anche parco, giardini e parcheggi per un totale di circa 37mila metri. I lavori sono destinati a durare meno di due anni e mezzo e l’apertura è prevista per l’estate del 2020. «Non credo avremo problemi di mercato – conclude Vicentini – perché già oggi con questo piano approvato in mano siamo corteggiati da grandi gruppi alberghieri internazionali pronti a inserirsi nel nostro progetto».

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