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Display pre-autovelox bocciati dal ministero

«Possono creare pregiudizio all’attività di controllo e non sono omologati». Il parere contrasta l’obbligo imposto nel 2010 dalla Provincia. La palla ai Comuni

MANTOVA. Dal 2010 i Comuni che vogliono installare un autovelox sulle Provinciali devono obbligatoriamente farlo precedere da un display luminoso che indica la velocità del mezzo in transito. Così è richiesto dalla stessa Provincia come condizione all’autorizzazione. Ma il Ministero dei trasporti ha bocciato questa norma di favore gli utenti della strada. Anzi. Per la “Direzione generale per la sicurezza stradale” un’eventuale imposizione sarebbe addirittura «giuridicamente inammissibile» potendo recare «presumibile pregiudizio dell’attività di controllo». Parole del direttore generale del Dipartimento trasporti interpellato dal Comune di Viadana in un'interlocuzione avviata nel 2014. La sostanza, alla fine, è che far conoscere preventivamente agli utenti della strada la velocità alla quale stanno viaggiando vanifica gli sforzi tesi al controllo e potrebbe costituire pericolo di bruschi rallentamenti o frenate in grado di causare tamponamenti. Inoltre, a tagliare ulteriormente la testa al toro, il ministero precisa che allo stato attuale non esistono dispositivi segnalatori (i cosiddetti speed display) omologati.

Per gli utenti non si aprono a questo punto possibilità di ulteriori ricorsi, né di cancellazione delle multe già eventualmente pagate. La novità riguarda invece i Comuni che, in base a questo parere ministeriale, non sarebbero vincolati ad installare gli speed display. Sinora solo nel Comune di Viadana questo parere, rimasto in un cassetto, è stato messo in pratica. Ma recentemente, nel corso di un recente convegno sul tema, è stato ribadito da rappresentanti del ministero che l’indicazione è valida su tutto il territorio ed è confermata anche dal nuovo codice della strada. La riflessione si è quindi aperta in altri Comuni.

Il caso è nato a Buzzoletto, una frazione di Viadana dove dal 2003 è installato un autovelox fisso che ha avuto alterne vicende. Fu posato dall’amministrazione dell’ex sindaco Giovanni Pavesi, che lo fece precedere da un display. Poi tolto e rimesso per due volte fra 2014 e 2016. Proprio in questi frangenti, Viadana ha chiesto lumi al Ministero poiché la strada è provinciale e dal 2010 esiste una informativa, la 36/2010, emanata dalla Provincia che subordina l’autorizzazione all’installazione di autovelox fissi a due requisiti: la posa di un segnale verticale di avvertimento a sfondo blu e scritte bianche; un pannello che ricorda il limite di velocità e indica con un display luminoso la velocità effettiva del veicolo che si sta avvicinando all’autovelox. Una misura voluta dall’allora assessore provinciale ai trasporti Claudio Camocardi per ottenere l’effettuo dissuasivo, far rallentare gli utenti della strada, senza bisogno di multarli.

Gli ultimi autovelox fissi posati, come quelli di Borgo Virgilio e Bagnolo, entrambi sulla Romana, hanno seguito le indicazioni provinciali e sono entrambi preceduti dallo speed display. Ma non è escluso che la diffusione del parere invogli i sindaci che intendono posare o che hanno già installato i sanzionatori automatici della velocità a seguire l’esempio di Viadana che, nonostante le proteste locali e la nascita di un “Comitato dei tartassati”, con il solo autovelox di Buzzoletto (non segnalato col display) prevede quest’anno di incassare 250 dei 420mila euro dalle multe.


 

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