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Lampada caduta in sala operatoria, si va verso il risarcimento

Il marito dell’ex maestra ferita al Poma: «Una causa per danni? Ho contattato l’avvocato» La Procura apre l’inchiesta. La donna operata in Neurochirurgia a Cremona

MANTOVA. È una maestra di Levata in pensione da appena cinque mesi la donna investita giovedì 23 ottobre da una lampada scialitica caduta nella sala operatoria del Poma dove la paziente stava per essere operata ad una gamba. Ora, Maria Teresa Mastini, residente in strada Chiavica a San Silvestro, si trova ricoverata nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Cremona, dove venerdì scorso è stata sottoposta a un doppio intervento: quello per rimediare alle due fratture vertebrali provocate dal cedimento della lampada che l’ha colpita alla schiena e quello per la frattura ad una gamba in seguito ad un incidente in bicicletta.

Oggi la maestra, 62 anni, molti dei quali trascorsi nelle aule delle elementari di Levata, dovrebbe essere trasferita all’ospedale di Bozzolo per la riabilitazione. Nel frattempo, per fare luce sull’episodio sono state aperte tre indagini, due interne (una dell’Asst, l’altra della Regione) e una giudiziaria della Procura di Mantova per lesioni colpose. Dai primi riscontri pare che il cedimento del gruppo luminoso sia da imputare alla rottura di sei viti nel braccio mobile. In queste ore i tecnici dell’Ats Val Padana stanno preparando una dettagliata relazione da inviare al magistrato.

L’incidente è avvenuto giovedì pomeriggio intorno alle 17. Maria Teresa Mastini era appena entrata in sala operatoria per l’intervento alla gamba. «I medici – racconta il marito, Romualdo Freddi, insegnante di educazione fisica a Porto Mantovano – mi hanno detto che l’operazione sarebbe durata poco più di un paio d’ore e quindi ho deciso di tornare a casa. Un’ora dopo ho ricevuto una telefonata dall’ospedale. C’è stato un problema - mi hanno riferito- una lampada è caduta sulla schiena di sua moglie, venga subito. Per un attimo ho pensato ad uno scambio di persona. Ma come, mia moglie è sotto i ferri in una sala operatoria, che cosa c’entra una lampada caduta? Poi mi hanno spiegato meglio e allora sono corso al Poma».

Quando l’insegnante è arrivato in ospedale la moglie stava facendo la risonanza magnetica. «Sono stati tutti molto gentili e ad esami ultimati mi hanno detto che c’erano due fratture vertebrali ma senza danni al midollo. In quel momento mi sono tranquillizzato. Sono anche riuscito a parlare con mia moglie che mi ha detto di aver sentito un fortissimo dolore alla schiena e che per qualche attimo le è mancato il respiro. Nella sfortuna è andata anche bene, se mia moglie invece di essere seduta sul lettino fosse stata sdraiata la lampada le sarebbe caduta in faccia e sull’addome».

«Ovviamente non ce l’ho con i medici – riprende Freddi – capisco anch’io che loro non c’entrano nulla con quanto successo. Inoltre devo dire che si sono prodigati parecchio. Soprattutto i due primari, quello di Ortopedia di Mantova e quello di Neurochirurgia di Cremona, sono stati molto bravi, così come il direttore sanitario del Poma che è riuscito a tranquillizzarmi spiegandomi esattamente tutto quello che stava succedendo. Certo però che al momento non so ancora come andrà a finire. Mi hanno detto che la riabilitazione sarà lunga e spero che non ci siano conseguenze. In ogni caso ho già contattato il mio legale».