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Da Mantova a Cividale nel segno dell’arte 3D

Un’opera rievoca la distruzione del Ponte del Diavolo: Valentina Sforzini tra i progettisti dell’impresa

RIVAROLO. Venerdì, come per incanto, il Ponte del Diavolo di Cividale del Friuli è scomparso sotto i colpi dei pennelli di un gruppo di creativi, arrivati da tutta Europa per rievocare, attraverso le suggestioni dell’arte 3D, la distruzione dello storico manufatto, avvenuta cent’anni fa durante la ritirata di Caporetto. La spettacolare impresa pittorica, che rappresenta il primo esempio di street art monumentale al servizio di una commemorazione pubblica, è stata coordinata da due noti maestri madonnari, entrambi architetti: la mantovana Valentina Sforzini, che ha iniziato a dipingere ad otto anni sul sagrato di Grazie, ed il veneto Fabio Maria Fedele, anch’egli affezionato al concorso ferragostano.

A fare da collante tra l’arte effimera graziolese e la creatività friulana, la Pro Loco di Curtatone, che ha collaborato con i volontari di Cividale per dar vita ad un evento senza precedenti. Fedele e Sforzini, insieme al bosniaco Kerim Musanovic, allo sloveno Simon Kastelic e ai tedeschi Frederike Wouters e Roberto Carlos Trevino Rodriguez, hanno dipinto sul Ponte del Diavolo un’opera in 3D, ampia 570 metri quadrati, facendo magicamente sparire il manufatto, svelando, con sapienti illusioni ottiche, il greto del fiume Natisone e dando così ai visitatori l’impressione di camminare sospesi nel vuoto. Un’impresa che li ha visti al lavoro per 5 giorni consecutivi. Le celebrazioni sono culminate alle 14.45 di venerdì, quando il crollo del ponte è stato rievocato con cento rintocchi di campana ed un recital del celebre attore Luca Zingaretti.

Rita Lafelli
 

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