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Gli autisti ancora fermi Presidi tra rondò e aziende

Secondo giorno di sciopero per il rinnovo del contratto dopo quasi due anni Proteste lungo l’Ostigliese e a Castiglione agli ingressi di Bertani e Messaggerie 

Lo sciopero nazionale del settore trasporti, proclamato venerdì scorso, è proseguito anche nella giornata di ieri con non pochi disagi. Presidi in tutta Italia e molte iniziative capillari per questo sciopero generale organizzato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Uil nella logistica, autotrasporto, distribuzione e spedizione delle merci. Lo sciopero, spiegano i sindacati, è stato indetto «per il rinnovo del contratto nazionale unico di settore per tutti (dipendenti diretti, indiretti, autotrasportatori, soci e dipendenti di cooperative e delle imprese di spedizione), unitamente alla richiesta di tutele, diritti, legalità, incremento della retribuzione e delle indennità, alla clausola sociale, alle internalizzazioni, al superamento del subappalto e al contrasto del fenomeno del distacco transnazionale». Nella prima giornata le adesioni, secondo il sindacato, erano state pressoché totali: «Vanno dall’80 per cento fino a raggiungere, salvaguardando i servizi minimi essenziali previsti per legge, la totalità dell’astensione dal lavoro» è quanto riferisce la Cgil. Dati ben diversi quelli della Cna, che parla di adesione molto bassa.

Nel Mantovano nemmeno ieri sono mancate le iniziative. Sull’Ostigliese alla rotonda di Gran Casa per la seconda giornata consecutiva di sciopero si è concentrato il presidio di sindacati e lavoratori del settore, da quasi due anni senza contratto nazionale. Gli autisti in sciopero hanno ricevuto la solidarietà degli automobilisti, nonostante qualche grattacapo creato alla viabilità.

A Castiglione delle Stiviere i presidi sono stati agli ingressi delle due storiche aziende leader nel settore del trasporto, Bertani (dove lo sciopero è iniziato già nella giornata di lunedì), e Messaggerie del Garda, dove martedì mattina Fabio Biondelli di Cisl era presente con il folto gruppo di autisti che hanno incrociato le braccia. «Le richieste che ci arrivano sono di fatto inaccettabili perché sono nell’ottica di una rinuncia a certezze e garanzie per piombare nell'incertezza» spiega Biondelli. «Tre le vare richieste ci sono quelle di ridurre di due giorni le ferie, ma anche di utilizzare la 14esima e il premio di produzione oltre agli scatti di anzianità per futuri investimenti. Tutte richieste che mirano a minare le certezze in nome di un salto nel buio per i lavoratori. Non ultimo – conclude Biondelli – la possibilità di rivalersi sui lavoratori in caso di danni fino alla soglia dei 20 mila euro. Siamo davanti a richieste, insomma, che pretendono sconti, flessibilità, meno regole e meno contrattazione con i sindacati, per lasciare più libere le imprese di sfruttare i lavoratori e aumentare i profitti. Riteniamo tutto questo inaccettabile. Senza scordare che il nostro contratto collettivo nazionale è fermo da due anni nei quali, però, si p registrata una decisa crescita in termini di volumi di movimento e fatturato». (l.c.)

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