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Mantova, nuovo assetto per il Vinci: fusione con il Mazzolari

È l’ipotesi più probabile della Provincia per il prossimo anno scolastico. Sì del Comune. A Viadana il don Bosco con il Sanfelice. L’Agrario di Gazoldo al Falcone di Asola

MANTOVA. Il futuro dell’Istituto professionale Vinci sembra consistere nella fusione con il Bonomi-Mazzolari, altro istituto superiore professionale. È l’ipotesi più forte uscita dalle consultazioni delle scorse settimane tra Provincia (ente che dovrà redigere il piano di dimensionamento per l’anno scolastico 2018-2019), Comuni e istituti interessati e istituzioni e associazioni del mondo scolastico, quali provveditorato, sindacati e Aisam. All'origine della riorganizzazione non ci sono sottodimensionamenti di iscritti, ma la necessità di adeguarsi alla riforma degli "ambiti scolastici". 

Giovedì 2 novembre  è arrivato il parere positivo all’operazione di fusione tra le due scuole superiori cittadine della giunta di Mantova. Stessa cosa è accaduta per le altre amministrazioni comunali coinvolte nell’operazione, vale a dire Viadana e Asola. Di che operazione si tratta?

Il Vinci, storico istituto professionale del capoluogo, era stato aggregato pochi anni fa al don Bosco di Viadana perché, in quel caso sì,  il numero di iscritti era andato al di sotto della quota minima prevista dalla normativa per mantenere l’autonomia (vale a dire una propria presidenza).

Col piano di dimensionamento per il prossimo anno scolastico, il don Bosco dovrebbe venir aggregato all’altro istituto superiore di Viadana, il Sanfelice. Contestualmente a questa fusione, il Vinci di Mantova verrà, appunto, aggregato al professionale di Te Brunetti (che ha diversi indirizzi, da quello commerciale, a moda a enogastronomia, tessile e socio-sanitario) e il professionale agrario di Gazoldo degli Ippoliti al Falcone di Asola.

Il consigliere provinciale delegato alla materia, l’ex assessore alla pubblica istruzione Francesca Zaltieri, è prudente. «Si tratta di pareri su un'ipotesi discussa al tavolo convocato dalla Provincia - dice - ora saranno necessari altri passaggi. La Provincia elaborerà poi la mappa scolastica per il 2018-2019 e invierà la proposta alla Regione, ente che prenderà la decisione finale».

Insomma, il condizionale è d’obbligo, anche se pare improbabile che palazzo di Bagno, dopo aver ricevuto i pareri favorevoli degli enti comunali (Asola si è addirittura offerta di contribuire al pagamento dell’affitto della sede scolastica di Gazoldo), decida di percorrere altre strade.

Ovviamente la fusione tra diverse scuole non comporta l’eliminazione di sedi scolastiche. Insomma Vinci, don Bosco e agrario di Gazoldo continueranno ad esserci. Il Vinci, tra l’altro, porta in eredità il laboratorio di occupabilità, progetto di Provincia, Comune e imprese che ha portato nell’istituto macchine hi-tech. L’operazione don Bosco si è resa necessaria per risolvere l’incompatibilità della disposizione delle sue sedi con la riforma degli ambiti. Dovrebbe invece scattare la deroga per il tecnico agrario Strozzi di Palidano e Mantova.
 

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