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Orti sociali vicini ai veleni. Dara: se è così, si chiudono

Si accende il dibattito sulle rivelazioni dell’indagine della Provincia. L’ex amministrazione: «No ad allarmismi, ma il Comune faccia gli accertamenti»

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. La vicenda sollevata dall’ex consigliere provinciale Franco Tiana sugli orti sociali di via Lorca a Castiglione tiene banco nel dibattito politico castiglionese.

L’ex maggioranza, che ha fatto costruire gli orti sociali, chiede in primis di «non creare inutile allarmismo, parente stretto del populismo. L’attenzione sull’ambiente e la tutela della salute deve essere massima, queste sono state le nostre coordinate nei cinque anni di amministrazione».

Sulla questione l’ex maggioranza dice che «i dati dello studio Plumes che sono stati resi noti in marzo-aprile, si riferiscono a rilievi fatti con piezometri nella falda profonda, con l’obiettivo di valutare lo stato di eventuale inquinamento. Nella relazione conclusiva l’Arpa pone attenzione alla movimentazione della terra del sito dove ci sono gli orti in questione. Questo rilievo si riferisce a quanto fu fatto dall’Indecast negli anni addietro, quando in occasione dei lavori sulla fognatura di via Croce Rossa vi depositò momentaneamente terra di riporto. Quando sono stati realizzati gli orti furono riportati diversi centimetri di terra fertile proprio per favorire chi coltiva».

L’ex maggioranza, comunque, ricorda che Arpa invita «il Comune a fare ulteriori approfondimenti su quella movimentazione e così abbiamo chiesto immediatamente l’impegno dell’ufficio tecnico ad intervenire con adeguati carotaggi. Ci auguriamo che ciò in questi mesi sia stato fatto e che presto si possano avere i risultati. In caso contrario invitiamo caldamente l’amministrazione ad effettuarli rapidamente».

La maggioranza, inoltre, ricorda che l’indagine «ha riguardato le acque sotterranee profonde, che hanno presentato livelli al di sopra (se pur di poco) dei limiti di triclorometano e che impongono ulteriori verifiche. È di buon senso considerare che l’attività degli orti non è direttamente minacciata da questo problema nel senso che non è la falda profonda che compromette la salubrità del terreno e l’acqua utilizzata per irrigare è dell’acquedotto non certo pescata dalla falda profonda. L’amministrazione Volpi deve mantenere alta l’attenzione sull’ambiente e fare tutto quanto è dovuto per salvaguardare ed intervenire nelle criticità.

A nome dell’amministrazione parla invece Andrea Dara, vicesindaco con delega all’ambiente: «Attendiamo le verifiche dei nostri tecnici comunali ben consapevoli delle analisi che cita Tiana e del fatto che l’inquinamento si trova in profondità. Tuttavia, dato che la salute dei cittadini è centrale, se le condizioni sono cambiate, sarà nostra premura intervenire e chiudere gli orti sociali. Nei prossimi giorni avremo tutti i dati in mano e valuteremo».
 

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