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Biometano dai rifiuti domestici. Impianto fra Revere e Bonizzo

Tratterà 22mila tonnellate l’anno di scarti umidi dalla raccolta differenziata oltre a pollina e siero. Nuova società ha modificato il vecchio progetto del biogas. Investimento previsto di otto milioni

REVERE. Produrre “biometano” per autotrazione facendo fermentare i rifiuti umidi (Forsu), scarti di cucine e mense mescolati a deiezioni di volatili (pollina) e siero di latte. L’iniziativa è stata autorizzata recentemente alla società “Revere energia” dopo la conclusione delle conferenze di servizio. L’impianto sorgerà in via delle Salandre a 3 km dal capoluogo ed a uno da Bonizzo e dalla riserva isola Boschina al posto di quello a biogas, autorizzato già nel 2012, ma che non era mai partito.

Punto di partenza è l’autorizzazione concessa 5 anni fa alla società agricola Ponte Rosso di Isola della Scala per produrre 1 Megawatt di energia elettrica partendo dalle deiezioni degli allevamenti avicoli (17mila tonnellate l’anno). I lavori dovevano partire l’anno seguente e concludersi entro due anni, ma nel 2015 l’autorizzazione è stata girata ad una seconda società, la Revere Energia. Creata a fine 2014, la società ancora inattiva con sede in zona Favorita, in via Verri, 1 a Mantova, ha capitale sociale 10mila con soci al 55% Progetto energia srl, quindi Italfiduciaria, Società agricola Le Sacche e Austep-Austeam quest’ultima in liquidazione. Presidente del Cda è Flavio Enrico Trusendi, imprenditore e noto velista livornese attivo in una quarantina di imprese del settore costruzioni ed energie rinnovabili che gestiscono impianti eolici e biogas nelle discariche soprattutto in Campania e Puglia.

La nuova società ha deciso di presentare una modifica sostanziale al progetto prevedendo un solo cogeneratore a biogas per produrre energia per autoconsumo dedicando invece la gran parte dell’impianto alla produzione di biometano, oggi premiato con maggiori incentivi dallo Stato. Il gas sarà sprigionato dalla fermentazione di oltre 22mila tonnellate l’anno di “Forsu” (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) cioè l’umido domestico dalla raccolta differenziata. La Forsu, 60 tonnellate al giorno, sarà stoccata al chiuso e inviata in misura di 290 tonnellate al giorno ai pretrattamenti e quindi ai due digestori (5.500 metri cubi totali) per produrre il biogas da fermentazione. La produzione stimata è di oltre 18 metri cubi al giorno (circa 7mila l’anno). Una parte di questo gas sarà inviato al cogeneratore per produrre energia elettrica ad uso interno, la gran parte, invece, sarà raffinata estraendone il biometano da immettere sul mercato dell’autotrazione. Lo scarto, il digestato pari a 35mila tonnellate l’anno, sarà distribuito nei campi come ammendante. L’investimento complessivo è stimato in oltre 8 milioni di euro

Essendo, di fatto, un nuovo progetto con una nuova società, la Provincia ha concesso altri due anni per la costruzione.
 

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