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Matteo Righetti, la musica per vivere in attesa di un gruppo

Il 27enne figlio d’arte è stato studente del Campiani con Mauro Negri, ora suona e insegna sassofono mentre spera di creare un quintetto

MANTOVA. Il talento va coltivato, e studio e impegno sono gli strumenti migliori anche nella musica. A dimostrarlo è la storia di Matteo Righetti, 27 anni, sassofonista e compositore, appassionato di jazz e legato a Mantova dall’esperienza fatta al conservatorio Campiani e da collaborazioni con noti artisti locali come Mauro Negri e l’asolano Moreno Romanelli.



Righetti, che adesso vive nella zona del lago di Garda, ha già nel curriculum due album scaricabili da Spotify. Il primo Smooth jazz inciso nel 2013 con la Robino family edizioni musicali, e il secondo Dream uscito nel 2017, con la casa discografica Ala Bianca. Un traguardo dopo l’altro, il nuovo progetto su cui sta lavorando è la creazione di un suo gruppo, il “Righetti smooth quintet”.

Nulla però è arrivato per caso, alle spalle ci sono anni di formazione. «Sono figlio d’arte – racconta - mio padre è un musicista e suonava al San Carlo di Napoli. Guardando lui è nata la mia passione per la musica e ho iniziato a studiare. Prima al conservatorio di Napoli, perché la mia famiglia è originaria di Caserta, poi a Brescia e al conservatorio di Mantova dove avevo cominciato un triennio proprio sul jazz e dove ho incontrato Negri. A sedici anni avevo iniziato a fare serate di musica leggera, poi ho cominciato a lavorare in alcuni locali di Desenzano. Le cose sono cambiate quando ho conosciuto il cantante Davide Cerry e il pianista Moreno Romanelli». Da quel momento, collaborando con “Gli invisibili”, parte la vera e propria esperienza di Righetti nel mondo del jazz.

Sempre a Mantova, il 27enne ha girato alcuni video insieme a Davide Moreno, e in occasione della giornata della musica aveva partecipato suonando in centro con il sax, affiancato da Moreno al piano. «Credo che il conservatorio sia una buona scuola, è giusto che l’impostazione sia rigida perché ti preparano al cento per cento, ma i ragazzi che non sono del tutto invogliati finiscono per andarsene, soprattutto perché a volte manca il suonare in gruppo».

In questi anni Righetti ha seguito varie masterclass con importanti sassofonisti come Federico Mondelci, Mario Marzi, Jean Marie Londeix. Ha partecipato a concorsi nazionali ed internazionali conquistando il terzo premio Città di Maccagno, secondo premio Città di Giussano, primo premio al Concorso Città D’Arezzo. Nel campo della musica classica si è esibito come solista al teatro Grande di Brescia, all’Arena di Verona con l’orchestra dei Virtuosi italiani. Nel mondo jazz ha seguito corsi con professionisti come Robert Bonisolo, Tino Tracanna, e ha partecipato al festival european jazz di Bucarest. «Ad oggi posso permettermi di fare delle serate da solo e sto creando un mio gruppo. Nel frattempo insegno sassofono nel corpo musicale di Lonato, a ragazzi delle scuole medie ed elementari. Vivo solo di questo, insegno e suono. Quando lo fai per lavoro deve esserci la passione per affrontare anche i periodi negativi, che ci sono. Non hai uno stipendio fisso, ed è l’amore per ciò che si fa a dare la forza di proseguire».

I contatti: matteorighetti@hotmail.it - matteorighettisax.com.

 

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