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Lega, ipotesi a sorpresa Fava e Dara alle regionali

Assessore pronto ad andare in lista, ma c’è chi vuole opporgli l’avversario interno Per ora il vicesindaco di Castiglione non si sbilancia. Spunta anche la Cappellari

Potrebbe profilarsi una sfida interna alla Lega, alle prossime elezioni regionali, che vedrebbe in campo non solo l’assessore regionale Gianni Fava (che è tra i pochi esponenti politici mantovani, l’altro è Dimitri Melli del Pd, ad aver dichiarato ufficialmente la volontà di candidarsi per Milano), ma anche uno dei massimi rappresentanti della componente e maggioranza salviniana del partito mantovano, il vice sindaco di Castiglione delle Stiviere, Andrea Dara. Quest’ultimo, per la verità, non ha mai fatto dichiarazioni in tal senso. Il percorso che separa la Lega dalle decisioni sulle candidature è ancora lungo, come lo è quello delle altre forze politiche. Forse a fine anno, anche se già lunedì, con la riunione del direttivo nazionale, potrebbero arrivare le prime generiche indicazioni. Sarà poi il direttivo provinciale del movimento ad avviare l’iter per individuare rose di aspiranti candidati da mandare ai vertici.

Eppure il nome di Dara circola negli ambienti leghisti da un po’ di tempo. Per la verità, il vice sindaco di Castiglione è stato a lungo considerato un possibile papabile alla candidatura per la Camera e c’è chi ancora oggi lo ritiene tale. Eppure si racconta che già qualche dirigente e qualche militante locale abbia ipotizzato la sua candidatura alle regionali in competizione con quella di Fava. I meno maliziosi spiegano che una competizione interna tra due esponenti di spicco (Fava, oggi, lo è a livello nazionale), potrebbe avere un effetto moltiplicatore dei voti.

In ogni caso, almeno per il momento, non risulta che Dara abbia dato una risposta netta.

Intanto si fanno avanti altre ipotesi, sempre senza alcun marchio di ufficialità. Un nome, ad esempio, che viene citato come possibile candidata per la Regione Lombardia è quello di Alessandra Cappellari, capogruppo del Carroccio in consiglio comunale e con alle spalle una esperienza di vice sindaco (interrotta prima del mandato per i turbolenti rapporti tra Lega e resto della coalizione) nella giunta guidata da Nicola Sodano.

Va detto che fino a quando non saranno chiare le nuove regole elettorali, tanto per la Regione (ad esempio il numero dei candidati per lista: 3? 4?) quanto, e soprattutto, per le politiche. In quest’ultimo caso sarà determinante conosce come saranno formati i collegi elettorali.

Per la corsa verso il parlamento, in ogni caso, persino nel mondo delle indiscrezioni i nomi che circolano sono pochi. E pure supposizioni. Ovviamente c’è chi continua a pensare che Dara potrebbe essere uno dei potenziali candidati, ma c’è anche chi fa il nome (per il Senato) anche di Irene Aderenti. L’accordo tra Lega e Fi, tra Salvini e Berlusconi, ipotizza che le candidature per l’uninominale al nord saranno suddivise al 50%. E per la Lega, il collegio di Mantova non è certo favorito.

E i vicini di casa di Fi? Nessuna decisione, ma si parla di una riunione informale con la Gelmini avvenuta poche settimane fa, durante la quale è stato ipotizzato di puntare sull’uscente Anna Lisa Baroni, affiancandole candidati con minori chance. Ma forse i conti sono stati fatti senza tener conto della possibile entrata in scena dell’ex sindaco Sodano.

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