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Ospedale di Viadana, a casa i 40 dipendenti della lungodegenza

Avviati i licenziamenti nell’ambito della trasformazione dell’ospedale in Pot. Il sindaco: garanzie per l’occupazione

VIADANA. Soddisfazione per l’annunciato rilancio dell’ex ospedale di Viadana che sarà trasformato in Pot (presidio ospedaliero territoriale) garantendo il mantenimento dei 30 posti letto oggi utilizzati per le degenze di lungo periodo. Preoccupazione per la sorte del personale che attualmente si occupa della Lungodegenza, 40 fra lavoratori a tempo indeterminato e liberi professionisti, perché la trasformazione in Pot passerà attraverso la disdetta dell’attuale contratto in scadenza a fine anno. Un atto al quale la cooperativa di gestione della Lungodegenza, la Proges di Parma, ha fatto immediatamente seguire l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo. Passaggi delicati che il direttore generale dell'Asst Carlo Poma, Luca Stucchi, seguirà da vicino con un incontro previsto a Viadana la prossima settimana con i dipendenti per trovare una soluzione che garantisca il maggior numero di posti di lavoro. Cosa potrebbe succedere ora?

Lo scenario più probabile è che l’Asst inizi dal prossimo gennaio si faccia carico di gestire in proprio della lungodegenza. Con quale personale emergerà dagli incontri dei prossimi mesi. Il secondo passaggio della trasformazione in Pot dovrebbe prevedere il trasferimento al primo piano della struttura dei 4 ambulatori medici con sale d’aspetto oggi in via Cavallotti raggruppati nel centro sanitario Ippocrate. L’altro centro medico, il San Nicola (5 medici), avrebbe già dato la propria indisponibilità. Sempre nel plesso dovrebbe poi trovare posto il Csp e la guardia medica in modo da garantire la copertura dell’offerta di assistenza medica di bassa intensità. Il tutto dovrebbe però richiedere tempi non brevi dovendo attendere le elezioni regionali della prossima primavera e quindi la modifica della convenzione che a livello regionale regola l’impiego dei medici di base per poterli farli operare all’interno di una struttura ospedaliera.

« In questi mesi – spiega il sindaco viadanese Giovanni Cavatorta – ci siamo mossi senza clamore, ma costantemente per questo obiettivo. Abbiamo più volte visitato, con i vari responsabili, il plesso di Largo De Gasperi; incontrato i dirigenti, ipotizzando e costruendo la possibilità che in esso venissero raggruppati e organizzati tutti i servizi sul territorio, alcuni sparsi qua e là, e la possibilità che i medici di base possano farne la loro casa. Abbiamo sempre trovato la massima disponibilità da parte dei direttori e di quello generale Luca Stucchi che ringraziamo, a lavorare perché Viadana torni ad essere la seconda gamba, con Casalmaggiore che ha l'ospedale Oglio Po, del neo ambito sanitario casalasco-viadanese, rilanciando il nostro caro vecchio ospedale, per decenni caduto in secondo piano. Certo è un percorso ancora lungo e complesso dal punto di vista organizzativo ma si sta lavorando assiduamente: sarebbe dopo tanti anni un risultato importantissimo per la nostra comunità». In merito all’occupazione il sindaco ha aggiunto: «C’è preoccupazione. Ed ho chiesto all’Asst di farsi carico delle ripercussioni sui lavoratori ottenendo l’impegno ad assicurare il massimo dell’occupazione».
 

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