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Stop alla Lungodegenza. Opposizioni all’attacco

Viadana. L’annunciata chiusura comporterà il licenziamento di 40 dipendenti Federici (Pd): «Il sindaco Cavatorta sapeva da tempo: cosa ha fatto finora?»

VIADANA. Gli interrogativi sul futuro della Lungodegenza di Viadana, con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per i dipendenti della cooperativa Proges, preoccupa le opposizioni consiliari. «Quaranta persone – nota Nicola Federici (Pd) - perderanno il posto di lavoro a fine anno. Il sindaco Giovanni Cavatorta, a quanto pare, sapeva da tempo: cosa ha fatto finora? Quando avevamo espresso i nostri timori, l’assessore ai servizi sociali Alessia Minotti ci aveva addirittura diffidato a non instillare false preoccupazioni».

Il Pd promette di attivarsi per cercare di tutelare i lavoratori. Anche Silvio Perteghella (Viadana Democratica) ritiene imprescindibile aprire un tavolo di crisi e ricorrere alla Cassa integrazione, per mitigare le ricadute economiche sulle famiglie dei lavoratori coinvolti. La generalità dei quali avrebbe tra l’altro conosciuto il suo futuro solo leggendo il comunicato Proges sulla Gazzetta di Mantova; né risulta siano state avviate procedure sindacali per concertare forme di indennizzo.

«Eppure – rileva Perteghella – Cavatorta sapeva che la trasformazione da Lungodegenza a Pot era in corso sottotraccia da tempo». Secondo Perteghella, ad ogni modo, la internalizzazione dei servizi sanitari offerti dall’Asst non potrà prescindere da una fase transitoria, con una cessazione graduale dell'appalto Proges al fine di garantire la continuità nei servizi erogati: «Questa fase di gradualità potrebbe essere utile per salvaguardare l'occupazione degli attuali addetti. Se così non dovesse essere, verrebbe da chiedersi come l'Azienda Poma possa disporre di quaranta figure professionali in più, immediatamente disponibili a surrogare gli addetti della cooperativa. Se la trasformazione del servizio non avvenisse con queste modalità, sarebbe legittimo mettere in dubbio la stessa realizzazione del Pot: l’unica conseguenza sarebbe allora la cessazione del servizio e la soppressione dei posti letto».

Anche Federici chiede maggiori certezze sul Pot (Presidio ospedaliero territoriale): «I cittadini perdono trenta posti letto, ottenuti con un gran lavoro di squadra da tutte le forze politiche. La Lungodegenza costa tanto? Il nostro territorio non merita scuse del genere: i concittadini lungodegenti, spesso anziani, saranno mandati in altri Comuni; e, senza mezzi pubblici idonei, la chiusura si ripercuoterà interamente sulle famiglie. Il Pot potrà essere una cosa positiva. Ma quando verrà aperto? Con quali risorse finanziato? Che servizi offrirà? Speriamo non si tratti solamente di uno spot elettorale, per coprire una cosa grave per il territorio come la chiusura della Lungodegenza».

Riccardo Negri
 

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