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Ceresara, in 26 nel piano esuberi Csp: corsi al via

In Regione il progetto firmato da Solco con Comune di Ceresara e Provincia Formazione anche per ristorazione e pulizie industriali: in settimana il responso

MANTOVA. Non solo calze e non solo Csp. Punta anche ad ambiti professionali nuovi come ristorazione e pulizie civili o industriali e vede coinvolti operai lasciati a casa anche da un’altra azienda del distretto, il piano nato per gli esuberi del calzificio di Ceresara.

Varato dal tavolo promosso dal Comune di Ceresara con capofila tecnico SolCo Mantova, il progetto è stato depositato il 7 novembre in Regione per partecipare al bando “Azioni di rete per il lavoro” e entro la settimana si saprà se si è aggiudicato il finanziamento richiesto di 121mila euro per «l'erogazione di servizi al lavoro - recita il bando - e alla formazione finalizzati alla ricollocazione, a favore di lavoratori in uscita o già fuoriusciti da aziende interessate da crisi». In tutto al momento si contano 26 adesioni «ma a progetto approvato - assicurano i promotori - daremo a tutti la possibilità di accedervi. Nessuno sarà lasciato solo a patto che manifesti la volontà di farsi accompagnare verso un nuovo lavoro». E il nodo sta proprio qui: essere pronti a un cambiamento ormai necessario non solo di comparto, ma anche di contratto. Non solo calza, appunto, e non solo posto fisso.

In maggioranza donne, over 45, con bassa scolarizzazione e una lunghissima permanenza nella stessa azienda dove per almeno 20 anni hanno svolto mansioni che oggi non esistono più perché automatizzate, delocalizzate o esternalizzate. E ancora: «frequenza non trascurabile» di lavoratrici affette da malattie professionali invalidanti. Parte da questo identikit delle circa 120 persone che nel solo 2017 hanno perso il posto di lavoro in calzifici dell’Alto Mantovano, il progetto firmato a più mani da SolCo, Mestieri Lombardia, Irecoop, Manpower, Ail Lombardia, Provincia di Mantova, Comune di Ceresara e sindacati di settore Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.

I lavoratori rimasti senza posto che ad oggi hanno aderito al progetto con una pre-iscrizione sono 26, di cui 22 provenienti da Csp International (75 gli esuberi dell’azienda nel 2017) e 4 da un altro calzificio, 16 le donne e 10 gli uomini, con età minima di 44 anni e massima di 60 compiuti. L’obiettivo è di avviare i corsi entro fine anno e ricollocare il maggior numero di loro nel minor tempo possibile. Come? Una via maestra, si sa, non esiste. Di qui la scelta di orientare la formazione in base alle necessità delle realtà produttive del territorio modulandola sulle competenze dei candidati. Gli ambiti formativi individuati vanno per ora dall’area manifattura/tessile (addetto al confezionamento) alla ristorazione (addetto mensa), ai servizi (pulizie civili, industriali e sanificazione).

Delle 26 persone prese in carico, il progetto stima che 3 possano giungere ad avviare una propria attività dopo un percorso di autoimprenditorialità e 5 possano diventare soci lavoratori della coop Nuova Futura di Solferino che festeggia il suo primo compleanno con volumi crescenti di lavoro conto terzi. Per gli altri si punta a individuare posti vacanti nelle imprese del territorio a cui verrà proposta l’assunzione. Il fondo di 15mila euro previsto dal Comune di Ceresara come quello annunciato dalla stessa Csp vanno proprio in questa direzione: soldi non per le persone, ma per le aziende che le assumeranno.