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OLTRE LA DISABILITà

Giulia, al Mc solo il primo passo: «Ora sogno di sposarmi»

Lavora sulla Legnaghese anche grazie alla modifica del percorso Apam. «Agli altri ragazzi con sindrome di Down dico: si può fare». I colleghi: ci dà forza

Giulia e il lavoro dal Mc, oltre la disabilità La bella storia di Giulia Rondini, 29 anni, con sindrome di Down. Ha trovato lavoro al ristorante di via Legnago e l'Apam ha creato una fermata del bus proprio per consentirle di raggiungere il luogo di lavoro (video Saccani)

MANTOVA. Una passione per la musica rock e i libri gialli e di fantascienza, una dedizione verso lo sport, in particolare il nuoto, un amore di nome Matteo e un sorriso contagioso. Sono questi gli elementi che meglio raccontano Giulia Rondini, la ragazza con sindrome di Down assunta al McDonald’s di via Legnago per la quale Apam si è mossa per istituire una fermata della linea 12 davanti al luogo di lavoro proprio per permetterle di spostarsi in autonomia. Un’autonomia che la ventinovenne Giulia ha raggiunto anche grazie all’associazione Aipd (Associazione italiana persone Down) sezione di Mantova.

«I ragazzi prima di avvicinarsi ad un contesto lavorativo devono incrementare le loro competenze e il loro livello di indipendenza. I nostri sono dei veri e propri inserimenti lavorativi dove il ragazzo porta un valore aggiunto all’azienda» spiega il coordinatore dei progetti di autonomia di Aipd Riccardo Bonfà. Giulia al McDonald’s di via Legnago (gestito da Dogise srl) è stata assunta per tre anni dopo aver superato uno stage di cinque mesi. E di stage ne aveva precedentemente svolti altri spostandosi anche a Barcellona, per tre settimane a marzo, in un ostello gestito unicamente da ragazzi con disabilità.

Giulia assieme ai colleghi del locale...
Giulia assieme ai colleghi del locale al Boma


A maggio l’occasione di firmare un contratto a tempo determinato: «Un sogno - racconta soddisfatta e determinata Giulia che in tasca ha anche un diploma conseguito al liceo artistico Giulio Romano - Mi occupo del servizio ai tavoli e della pulizia della sala ma soprattutto mi relaziono con i clienti accogliendoli e aiutandoli negli ordini con il tablet». E rapportarsi con il pubblico è ciò che ama maggiormente. «Lavorare è importante - dice - Vorrei far comprendere agli altri ragazzi con sindrome di Down che anche loro possono affacciarsi al mondo del lavoro. Voglio essere per loro un esempio. Avere un impiego e spostarmi autonomamente mi fa sentire importante. Con i colleghi poi vado molto d’accordo. Quando arrivo alla mattina mi fanno trovare la colazione: mi viziano e mi coccolano».
Giulia con il suo fidanzato Matteo
Giulia con il suo fidanzato Matteo

E in cambio Giulia dà loro quella giusta dose di grinta ed entusiasmo che serve a superare i momenti di maggiore frenesia. «Il mio motto - spiega la ragazza - è: forza e coraggio, avanti». «Queste parole, unite al suo carattere solare e positivo - dice Patrizia Dario, responsabile marketing McDonald’s Dogise- riescono a caricare e motivare anche i colleghi».

Ma i progetti di Giulia non si sono esauriti con il lavoro al Boma, anzi questo impiego diviene la spinta per progetti, sogni nel cassetto ancora più grandi. «Mi piacerebbe un giorno aprire personalmente un nuovo McDonald’s. A breve termine, invece, vorrei andare a convivere e sposare il mio amore: Matteo». Anche Matteo, come Giulia, è una persona con sindrome di Down e come lei ha sempre voluto avere un suo ruolo nella società. Un ruolo che ha trovato nel McDonald’s di Curtatone dove, dopo un periodo di stage e tre anni di assunzione a tempo determinato, ha ora firmato un contratto a tempo indeterminato.

E Matteo è sicuramente il grande amore di Giulia. «Lo conosco da dodici anni - racconta la giovane - ma la nostra relazione è iniziata nel 2013». Galeotta fu la piscina e proprio il nuoto è una delle più grandi passioni dei due ragazzi, due sportivi dell’associazione ASDverso.

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