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Mantova, reparto finito: due anni per il trasloco

Dal 2015 il trasferimento fermato dalla burocrazia: forse entro l’anno la Gastroenterologia dell'ospedale Carlo Poma nei nuovi locali

MANTOVA. Certificati, autorizzazioni e documenti vari. In una parola: burocrazia. Che quanto tocca un ospedale rischia di trasformare un normale percorso in sabbie mobili nelle quali è facile impantanarsi. Ne sa qualcosa la struttura semplice dipartimentale di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva, ultimo reparto del Poma ospitato ancora in uno dei vecchi padiglioni dell’ospedale.

È lì da almeno 25 anni e soprattutto è ancora lì dopo che nell’estate del 2015 l’allora azienda ospedaliera era riuscita a trovare una nuova collocazione. I lavori ai locali che devono ospitare la nuova struttura, ricavata al piano terra del Polichirurgico ristrutturato, sono terminati da più di due anni, ma il trasferimento del reparto non è mai avvenuto, stoppato da problemi burocratici legati all’assenza di alcuni certificati che non sono mai arrivati a causa di un appalto legato al fallimento di un’impresa edile.

Ma negli ultimi giorni qualcosa si è mosso e la soluzione per la struttura ospedaliera diretta dal primario Stefano Pilati potrebbe essere in dirittura d’arrivo. Pare che i famosi pezzi di carta attesi da anni siano in viaggio verso gli uffici di strada Lago Paiolo. Se così fosse a quel punto la procedura potrebbe riavviarsi con il sopralluogo dell’Ats e la concessione dell’accreditamento. A conti fatti, si vocifera in ospedale, il trasferimento potrebbe avvenire entro la fine dell’anno, con l’apertura del nuovo reparto a gennaio 2018.

Sempre nelle corsie del Poma tutti si affrettano a dire che la colpa di questo maxi ritardo non è da imputare all’amministrazione ospedaliera, che nel corso di questi anni ha comunque provveduto a sistemare le vecchie sale con interventi di restyling per rendere confortevole visite e interventi sui pazienti.

Non solo: nel corso dei mesi sono stati eseguiti anche interventi di messa in sicurezza e di adeguamento nel rispetto della normativa.

Il vero problema, a quanto pare di non facile soluzione, ha avuto origine con il fallimento di una ditta. A quel punto è stato difficile riuscire ad entrare in possesso delle certificazioni relative ai lavori.

Dopo oltre due anni e grazie all’impegno degli uffici preposti, finalmente pare che ora i documenti siano in arrivo.

Il reparto, da sempre dislocato in un padiglione nella parte vecchia dell’ospedale, è un centro endoscopico di secondo livello che eroga prestazioni in regime ambulatoriale e ai pazienti ricoverati. Lì vengono eseguite colonscopie diagnostiche e terapeutiche nell’ambito del progetto regionale di screening dei tumori del colon retto, indagini proctologiche, visite e consulenze gastroenterologiche e indagini fisiopatologiche. È inoltre centro di riferimento a livello provinciale ed è legato ai presidi di Asola e Pieve di Coriano per le prestazioni di primo livello.


 

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