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Sale civiche e Fossil Free: il Pd attacca il sindaco di Roncoferraro

«Il bene comune subordinato allo scambio di favori e prebende». Baruffaldi: «Per la sede municipale non ci sono i soldi, già intervenuti alla Di Capi»

RONCOFERRARO. Solo quattro punti all’ordine del giorno ma clima caldo, ormai come da consuetudine, al consiglio comunale di Roncoferraro. Due le interrogazioni presentate dal Partito Democratico.

Oggetto della prima, l’inagibilità della sede municipale dovuta al degrado della struttura lignea del solaio. «Il preventivo per i lavori è di 33mila euro che non abbiamo - la risposta del sindaco Baruffaldi -. Il luogo ha grande valore simbolico, ma non è un’emergenza. Vedremo con il bilancio del prossimo anno». «A distanza di cinque mesi dall’ordinanza di inagibilità - le parole dei consiglieri Pd - l’amministrazione non ha fatto ancora nulla. Non è che non ci siano i soldi, come dice il sindaco, ma è questione di priorità che, come da lui affermato nello scorso consiglio, tengono conto in parte delle esigenze del territorio e in parte delle richieste dei suoi nuovi alleati politici. Il bene comune viene subordinato allo scambio di favori e prebende».

Critico anche Sergio Rossi, uscito da Volta Pagina e rimasto all’opposizione. «So che la coperta è corta, ma la sala consiliare rappresenta la democrazia. Si è preferito sistemare la ciclabile, è stata fatta una scelta politica».

La seconda interrogazione era incentrata sul degrado della sala Di Capi di Barbasso, luogo dove si è tenuto ieri il consiglio. «Quando piove vi sono copiose infiltrazioni d’acqua - attacca il Pd - e questo rischia di danneggiare le travi in legno compromettendo la portata. Versano in condizioni di degrado anche serramenti in legno e la facciata esterna».

«Le prime riparazioni sono state compiute - la risposta del primo cittadino -. Abbiamo ripulito le caditoie e sostituito le guaine sul tetto. Vediamo se questi interventi saranno sufficienti. In caso contrario valuteremo il da farsi».

Il dibattito si è acceso sul tema Fossil Free. L’interpellanza è stata presentata dalla Lega Nord, ora in maggioranza. «Per nove anni sono stati spesi 130mila euro annui, più 30mila di mutuo annuale - ribadisce Baruffaldi -. Per non parlare dei 400mila euro della Regione. Dopo lo spegnimento le spese si sono ridotte della metà».

Il Pd, invece, parla di «demagogia del primo cittadino». «Forse per la prima volta nella storia di Roncoferraro un componente di maggioranza porta un’interpellanza in consiglio comunale. Questo conferma la strumentalizzazione del caso Fossil Free messa in atto dal sindaco e avvallata da suoi nuovi e vecchi sostenitori solo a fini propagandistici. Un polverone per dirottare l’attenzione dei cittadini sul tema per nascondere l’inadeguatezza amministrativa evidente visti i suoi numerosi insuccessi».
 

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