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Crollo del Palasport: quattro a processo

Castel Goffredo. Rinviati a giudizio dal giudice, su richiesta della Procura, per disastro colposo. Prima udienza a marzo

CASTEL GOFFREDO. Rinviate a giudizio, per disastro colposo, le quattro persone già indagate per il crollo del palazzetto dello sport di Castel Goffredo, avvenuto nel febbraio di due anni fa. La decisione è stata presa ieri mattina dal giudice per le indagini preliminari Matteo Grimaldi che ha così accolta la richiesta del sostituto procuratore Giacomo Pestelli. La prima udienza è stata fissata per il 19 marzo prossimo. A salire sul banco degli imputati Sperandio Poloni di Alzano Lombardo, quale legale rappresentante dell'impresa capofila dell'appalto, Natale Albertani direttore dei lavori in cantiere e legale rappresentante di Habitat Legno di Edolo, Massimo Giacomazzi di Castel Goffredo direttore generale dei lavori e Aldo Tironi di Mantova quale collaudatore statico.

Il parziale crollo della copertura del palasport, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe avvenuto a causa di una mancata adeguata manutenzione su cui, è facile prevedere, nel corso del processo sarà al centro di una guerra di perizie. Tutt’altra storia rispetto al Palafarina di Viadana che ha visto l’assoluzione, chiesta anche dal pubblico ministero, di tutte le persone finite sotto inchiesta.

È la mattina del 6 febbraio 2015 quando sotto il peso della neve crolla una porzione del tetto del palasport, inaugurato a fine 2008 e che poche ore dopo si sarebbe dovuto riempire di bimbi per le consuete attività sportive. Con i suoi 2mila metri quadri di superficie è costato 3,5 milioni di euro. È stato costruito fra il 2006 ed il 2008 dalla Poloni di Alzano Lombardo mentre il tetto in legno lamellare è opera della Habitat legno di Edolo, in provincia di Brescia. Tutto inizia alle 8 e 50 del mattino, quando si ode un forte boato. La terra comincia a tremare sotto i piedi di due dipendenti della piscina coperta, che avvertono anche uno spostamento d'aria. Tutto viene dal Palasport, ma esternamente non si vede nulla.

Scatta il primo sopralluogo. In pochi minuti il sindaco Alfredo Posenato è sul posto con il responsabile dell'ufficio tecnico, Luigi Azzaro. Due campate del tetto in legno dell’area palestra, 4 - 500 metri quadrati sono crollate al suolo. Sul posto anche le forze dell'ordine che informano la procura della repubblica dell’accaduto. Il magistrato apre un’inchiesta e dispone il sequestro dell’area, nominando il sindaco custode giudiziario. Contemporaneamente parte l’ individuazione dei responsabili che saranno iscritti nel registro degli indagati.